D. Choe: il calo dell'oro potrebbe rappresentare un'opportunità d'acquisto

Inviato da Luca Fiore il Ven, 07/01/2011 - 15:52
L'oro nel corso dell'ultima settimana ha perso circa 2 punti percentuali scendendo in quota 1.375 dollari l'oncia. Il calo della domanda, secondo David Choe di IG Markets, potrebbe spiegarsi con il miglioramento dei fondamentali statunitensi, destinato ad allontanare gli operatori dai beni rifugio". Inoltre, sottolinea Choe, "un dollaro più forte si riflette anche sul prezzo delle materie prime".

L'analista di IG Markets sottolinea come gli investitori stiano "rivedendo la composizione dei portafogli per l'anno in corso e potrebbero decidere di ridurre la loro esposizione sul metallo giallo e investire su asset a maggior rendimento, come ad esempio le azioni". L'oro pare quindi destinato a una correzione di inizio anno e, non è escluso che possa scendere sino in area 1.300 dollari, "che potrebbe rappresentare, per chi ha una view rialzista sul metallo, un buon livello d'ingresso".

Sempre secondo Choe "è ancora prematuro affermare che il mercato si sia stabilizzato visti gli elevati livelli di debito di alcuni stati dell'Eurozona". Anche perché un miglioramento dell'economia globale potrebbe spingere al rialzo l'inflazione "a causa dei costi alimentari in aumento e per effetto di un maggiore utilizzo della capacità produttiva".

In ripresa invece i futures sul gas naturale, che dopo le perdite di mercoledì ieri hanno toccato i $4.515 mBTU. Secondo Christopher Beauchamp, sempre da IG Markets, "i fondamentali suggeriscono che, almeno per il momento, il rally dei prezzi potrebbe essere di breve periodo".

L'impatto delle cattive condizioni climatiche negli USA è solitamente il principale fattore determinante per i prezzi del gas, ma la sua influenza quest'anno è stata limitata dalla crescente produzione di gas di scisto. Nel 2010 la produzione di gas di scisto è stata di 3,11 trilioni di piedi cubici, con un aumento del 47% rispetto all'anno precedente.

Chiudiamo infine con il grano. Sempre Beauchamp rileva come i futures abbiano abbandonato il loro massimo di 808.25 centesimi/bushel e siano scesi a 802.25 centesimi/bushel dopo che sono state smentite le indiscrezioni su un presunto calo delle scorte.

La FAO ha fatto sapere che i prezzi del grano sono comunque destinati a salire nel 2011 visto che le cattive condizioni climatiche sembrerebbero voler continuare. Secondo Abdolreza Abbassian della FAO è "alquanto azzardato considerare che i prezzi degli alimentari abbiano già raggiunto il loro massimo". Secondo Beauchamp se i prezzi dovessero continuare a salire "potremmo assistere a nuovi stop alle importazioni sull'esempio delle misure prese dalla Russia la scorsa estate".
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