D. Choe: attenzione all'argento, sovraperformerà l'oro

Inviato da Luca Fiore il Gio, 30/09/2010 - 20:03
L'oro anche questa settimana ha continuato la sua avanzata trionfale, arrivando a toccare un nuovo massimo storico a 1.313,45 dollari l'oncia. Come rileva Christopher Beauchamp di IG Markets nel Commodities Update, "l'oro si sta dirigendo verso il decimo anno consecutivo di rialzi, la serie maggiore dal 1910". In questo momento a spingere le quotazioni le attese per una nuova fase di allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve, che si accompagnano a dati macroeconomici peggiori delle attese.

Beauchamp sottolinea come i partecipanti alla conferenza annua della London Bullion Market Association, "hanno pronosticato 1.450 dollari/oncia per il 2011, il 10,5% in più rispetto ai livelli attuali" ed il sentiment rialzista è stato alimentato dalla notizia che "le banche centrali, in special modo quella russa e quelle asiatiche, dopo due decenni di vendite diventeranno acquirenti del metallo giallo". Non solo. Beauchamp rileva come la quantità di oro detenuta dal più grande Etf sul metallo giallo, l'SPDR Gold Trust, martedì è salita a 5 tonnellate, mentre gli acquisti dall'India sono stati favoriti dall'apprezzamento delle rupia.

Andamento positivo anche per l'argento, che ha guadagnato il 4% portandosi a 21,97 dollari l'oncia, grazie, anche in questo caso, al quantitative easing, che spinge gli operatori a cercare di diversificare il più possibile l'allocazione degli asset. L'argento, come rileva David Choe di IG Markets, "è così salito ai massimi da 30 anni". Choe rileva che diversi fattori potrebbero permettere all'argento di sovraperformare l'andamento dell'oro.

Prima di tutto "diversamente dall'oro, l'argento è utilizzato anche in ambito industriale (metà della domanda è destinata all'industria), ma l'argento è richiesto anche in ambito fotografico e ovviamente anche in gioielleria e argenteria". Ma, continua Choe, "dato che l'argento è utilizzato nella costruzione di pannelli solari, e la Cina è all'avanguardia in questo campo, le esportazioni cinesi di argento (terzo produttore mondiale) sono scese del 64%, riducendo di conseguenza anche la disponibilità del metallo sul mercato e favorendo le quotazioni". Choe evidenzia che è anche l'indice oro/argento a suggerire l'outperform. "L'indicatore in questo momento è a 60, contro una media storica di 55". Infine, conclude Choe, "gli operatori iniziano a percepire l'oro come troppo costoso, interessandosi all'argento".

Chiudiamo con il greggio, che questa settimana ha sfruttato la buona intonazione generale delle commodities. L'analista di IG Markets Anthony Grech rileva che "il probabile ed ulteriore indebolimento del biglietto verde ha reso le commodities (denominate in dollari) più convenienti in rapporto alle altre valute". "Il calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti (-0,5 mln) - prosegue Grech - e le indicazioni positive arrivate dall'economia cinese (Pmi in crescita a 52,9 punti) hanno fatto il resto". Grech mette però in guardia gli investitori dalla volatilità, che secondo lui "è destinata ad aumentare".
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