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Crollo di Natale per l’euro. Flash crash, perchè è successo (GRAFICI)

L’euro è sceso fino al minimo di $1,1558 nella mattinata di Natale ora di New York (lunedì scorso). Stamattina viene scambiato a…

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Crollo di Natale per l’euro, che in pochi minuti è capitolato del 3% nei confronti del dollaro. Il Financial Times ha spiegato che il flash crash sarebbe stato scatenato dal trading algoritmico, che tende a prendere il sopravvento in situazioni di scarsa liquidità di mercato.

Così ha confermato al quotidiano britannico Qi Gao, strategist del mercato del forex presso a Scotiabank:

“Il crollo non dovrebbe essere stato provocato dai fondamentali”, ha detto l’analista, facendo notare che il brusco movimento è avvenuto durante le contrattazioni intraday, con un forte sell off seguito da un improvviso recupero, come è nel caso dei cosiddetti “flash crash”.

L’euro è sceso fino al minimo di $1,1558 nella mattinata di Natale ora di New York (lunedì scorso), prima di terminare la seduta quasi invariato, a $1,1870.

E’ vero che nelle sedute prenatalizie il sentiment nei confronti della moneta unica era stato contrassegnato dalla debolezza, a causa della vittoria, nelle elezioni della Catalogna dei partiti a favore dell’indipendenza di Barcellona da Madrid.

Tuttavia, prima del Natale, i ribassi si erano confermati limitati.


L’euro si appresta a terminare l’anno riportando la migliore performance tra le valute dei paesi del G10, in crescita del 12% nei confronti del dollaro,

La moneta unica ha guadagnato terreno, a dispetto delle rassicurazioni del numero uno della Bce, Mario Draghi, secondo cui il programma Quantitative easing rimarrà aperto, nonostante la scadenza ufficiale del settembre del 2018.

Nella sessione odierna, l’euro sale dello 0,20% circa alle 7.30 ora italiana, a $1,1883.

Intervistato da Cnbc, Stephen Innes, responsabile della divisione di trading dellAsia-Pacifico per Oanda, a Singapore, ha sottolineato che, con molti operatori di mercato ‘fuori gioco’ a causa delle vacanze natalizie, i movimenti delle valute potrebbero essere esagerati, vista la scarsa presenza di liquidità.

Il balzo dei prezzi del petrolio, successivo all’esplosione di un oleodotto in Libia, potrebbe inoltre secondo l’esperto sostenere nelle prossime ore le valute legate alle commodities, come il dollaro canadese: il cambio, al momento, è di 1,2694 dollari canadesi per dollaro Usa, vicino al massimo di martedì a 1,2684 dollari canadesi, record del loonie dallo scorso 6 dicembre.

Stabile attorno ai 93,30 punti il Dollar Index, che misura il trend del dollaro nei confronti di un paniere che rappresenta le sei principali monete rivali.