Il crollo di Google penalizza il Nasdaq

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L’incremento messo a segno dalle nuove richieste di sussidio e le indicazioni contrastanti arrivate dalle trimestrali penalizzano l’andamento di Wall Street. Il Dow Jones ha chiuso in sostanziale parità (-0,06%) a 13.548,94 punti e -0,24% per lo S&P che scende a 1.457,34. Rosso di un punto percentuale (-1,01%) per il Nasdaq spinto a 3.072,87 punti dal -8,01% di Google. Il titolo del colosso di Mountain View, che avrebbe dovuto presentare i conti dopo la chiusura, è stato penalizzato dal calo maggiore delle attese messo a segno dall’utile, sceso da 2,73 a 2,18 miliardi. Sotto le stime anche il fatturato, nonostante un incremento da 7,51 a 11,33 miliardi di dollari.

Tra i dati macro, peggio del previsto le nuove richieste di sussidio, salite a 388 mila unità, e sopra le attese il Philadelphia Fed (5,7 punti) e il leading index (+0,6% m/m). Tra le altre società che hanno presentato i conti, -3,79% per Morgan Stanley che nel terzo trimestre ha registrato una perdita di 1,01 miliardi di dollari e -4,19% per Philip Morris il cui risultato netto è passato da 2,38 a 2,23 miliardi.

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