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Crollo di Eni ieri a Piazza Affari, Intermonte non vede rischio di impatto negativo su produzione

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Eni sotto pressione in Borsa dove ieri è crollata con un tonfo di oltre 5 punti percentuali in scia alle crescenti tensioni in Libia. Il colosso oil italiano è il primo operatore internazionale presente nel Paese nordafricano, che pesa per il 14% sulla produzione del gruppo di San Donato (244 mila barili al giorni). L’intera regione del Nord Africa rappresenta invece il 35% (573 mila barili al giorno) della produzione totale di Eni. “In termini di enterprise value valutiamo la Libia circa 8 miliardi di euro, su un totale EV della divisione E&P di 72 miliardi (11%) e un EV di gruppo di 120 miliardi (7%)”, è l’analisi di Intermonte. Il broker, però, ritiene remoto “il rischio di un severo impatto negativo sulla produzione di Eni nel caso di un blocco della produzione in alcuni campi. Limitato anche il rischio di una revisione negativa dei contratti PSA in essere, già penalizzati da una fiscalità molto elevata”. Intermonte ha quindi confermato la visione positiva sul titolo Eni, ribadendo outperform con target price a 21 euro.