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Crollano anche i listini asiatici: si materializza l’effetto contagio

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Non si arresta l’ondata di vendite che ha investito ieri prima i mercati europei e successivamente quelli americani. E’ ora la volta delle Borse asiatiche il cui indice di riferimento Msci Asia Pacific registra un eloquente -4,1%. Si tratta della peggior performance giornaliera dal lontano ottobre 2008, quando si era in piena crisi Lehman Brothers. Male tutti i listini d’estremo oriente: Taiwan -5,6%, Shanghai -1,7%, Bombay -3,3%, Jakarta -5,14%, Wellington -3%, Sydney -4%, Hong Kong -4,9%, Tokyo -3,7%.


Il tanto temuto effetto contagio dei sistemi finanziari sembra quindi materializzarsi. Le uniche asset class che si salvano da questo sell-off generalizzato sono i beni rifugio come i metalli preziosi; bene l’oro che registra di ora in ora nuovi massimi storici, mentre il temuto rallentamento economico a livello globale penalizza le altre materie prime con il greggio Wti sceso sotto quota 85 dollari al barile.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, dallo scorso 26 luglio le Borse su scala mondiale hanno ceduto oltre 10 punti percentuali per una perdita di valore complessivo che supera i 4.400 miliardi di dollari.


Il crollo dei mercati azionari di Europa e America trova origine nei timori legati al debito dei Paesi periferici della Zona euro, con menzione speciale per Spagna e Italia. Sarà fondamentale seguire anche oggi l’andamento degli spread dei titoli di stato rispetto al riferimento rappresentato dal decennale tedesco. Ieri il differenziale tra Btp e Bund ha sfiorato la soglia dei 400 punti base sui timori di nuovi rialzi dei rendimenti dei titoli italiani nelle prossime aste. Non va meglio Madrid che, a scanso di equivoci, ha annullato la prossima asta di titoli spagnoli.
Se l’Europa piange, l’America certo non ride: attenzione in particolare oggi al fondamentale appuntamento con i fati sull’occupazione atteso alle 14.30.