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Crolla potere d’acquisto degli italiani. Propensione al risparmio ai minimi a 22 anni

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Bilancio 2012 peggiore del previsto per l’economia italiana che ha evidenziato un calo del Pil del 2,5% rispetto al -2,4% comunicato a marzo. Rivisto al rialzo invece il Pil 2011 con la variazione positiva che è passata da +0,4% a +0,5%. Confermato invece il dato sul deficit pari al 3 per cento del Pil nel 2012 dal 3,8% di fine 2011.

I dati snocciolati oggi dall’Istat che incorporano la revisione dei conti nazionali relativa al biennio 2011-2012 evidenziano una situazione di profonda difficoltà per la Penisola con il reddito disponibile delle famiglie consumatrici che lo scorso anno è sceso in termini correnti del 2%. Il relativo potere d’acquisto è diminuito del 4,7%, il calo percentuale più pronunciato dal lontano 1990.

La spesa per consumi finali si è ridotta, in termini nominali, dell’1,5%. La diminuzione dei consumi lievemente meno accentuata di quella del reddito disponibile ha determinato un calo della propensione al risparmio delle famiglie, scesa all’8,4% dall’8,8% del 2011. Si tratta del livello più basso degli ultimi 22 anni.

Gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell’8,3% e i consumi finali nazionali del 3,8%. Le esportazioni di beni e servizi sono cresciute del 2% e le importazioni hanno registrato una flessione del 7,4%.

Pmi servizi si espande per la prima volta da 28 mesi
Indicazioni confortanti sono invece arrivate questa mattina dall’indice Pmi servizi elaborato da Markit. La lettura di settembre segna un balzo a 52,1 punti, prima espansione negli ultimi 28 mesi. Il dato si confronta con i 48,8 del mese precedente e i 49,1 del consensus. “Il dato di settembre ha mostrato i primi segnali di una ripresa del settore dei servizi – commenta Phil Smith, economista di Markit – però dovremo però aspettare per vedere se questa performance così forte sarà seguita da un’espansione più lenta il mese successivo”.
Sulla congiuntura italiana l’economista di Markit rimarca che gli ultimi dati, insieme a quelli della produzione, mostrano che il PIL italiano si dovrebbe essersi almeno stabilizzato nel terzo trimestre e forse anche leggermente salito per la prima volta negli ultimi 2 anni. “La stabilità politica è fondamentale per dare sostegno a questi segnali di ripresa e renderli sostenibili nella parte restante del 2013 e oltre”, ha concluso Smith.