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Crolla il mercato auto italiano a luglio (-26%)

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L’allarme lanciato nel fine settimana da Federauto è stato puntualmente rispettato. Il mercato italiano dell’auto è letteralmente crollato a luglio. Sono state vendute complessivamente 152.752 autovetture. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente si registra un tonfo pari al 26%. Nel cumulato da inizio anno, i volumi immatricolati si attestano a 1.317.260 unità, pari all’1,5% in meno rispetto ai primi sette mesi dell’anno precedente.
Un mese nero anche per il gruppo Fiat che ha registrato un calo delle vendite pari al 35,8% a quota 44.433 veicoli, con una quota di mercato scesa al 29,09%.
E non arrivano segnali rassicuranti nemmeno dal fronte ordini. Sulla base di una prima anticipazione dello scambio di dati tra Anfia e Unrae, a luglio i contratti siglati sono stati 130mila, circa il 22% in meno rispetto a luglio 2009. Guardando al bilancio da inizio anno i contratti siglati sono circa 1.060.000, il 24% in meno rispetto ai primi sette mesi del 2009.


A partire da aprile la fine degli incentivi 2009 (i cui effetti si sono esauriti nel marzo scorso) sta determinando cali, di mese in mese, sempre più consistenti. E così, dopo un primo trimestre in crescita del 23%, il quadrimestre aprile-luglio chiude con un calo del 18,8% che ha annullato completamente il buon risultato del primo trimestre. Il bilancio dei primi sette mesi fa infatti registrare una contrazione dell’1,5%. Questo calo è destinato ad aggravarsi nei prossimi mesi. È questa la previsione del Centro Studi Promotor (Csp) che vede infatti una accelerazione della caduta delle immatricolazioni dovuta essenzialmente alla debolezza della domanda interna di beni di consumo durevoli e non durevoli.
Per l’intero 2010 Csp si attende che le immatricolazioni si attesteranno a quota 1.900.000 con una contrazione dell’11,8% sul 2009, che peserà sui bilanci del settore automobilistico, ma anche sul gettito fiscale. 

Il campanello d’allarme era stato suonato nel fine settimana da Flippo Pavan Bernacchi, numero uno di Federauto. Quest’ultimo aveva anticipato per il mercato italiano delle quattro ruote una flessione del 26% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una caduta dovuta principalmente al mancato rinnovo degli incentivi statali.
Alla luce di questo scenario a tinte fosche Federauto invoca a gran voce nuovi incentivi per il Belpaese. Una richiesta perfettamente coerente con le valutazioni dei concessionari che emergono dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Csp  a fine luglio. Dalla rilevazione emerge che ben l’86% del campione rappresentativo di concessionari interpellati giudica basso il livello di acquisizione di ordini, mentre l’88% segnala bassa affluenza di visitatori nei saloni espositivi e il 90% denuncia che la remuneratività delle vendite è scesa su livelli insoddisfacenti.