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Crolla la Borsa di Milano. Tonfo di Eni, banche in profondo rosso -1-

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La Borsa di Milano è crollata in scia alle notizie drammatiche in arrivo dalla Libia. Il Paese nordafricano è ad un passo dalla guerra civile e le ultime notizie riportate da Al Jazeera raccontano che i militari sarebbero vicini ad un colpo di stato. Il bilancio ufficioso della rivolta anti Gheddafi parla di quasi 300 morti a Bengasi, città caduta nelle mani degli insorti, e di oltre 60 morti a Tripoli, dove le fiamme divampano sui principali edifici governativi. Inoltre si fanno sempre più insistenti le voci di una fuga del colonnello Muammar Gheddafi. L’Italia ha da sempre un rapporto privilegiato con la Libia e molte società quotate a Piazza Affari operano nel Paese nordafricano. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 3,59% a 22.230 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 3,48% a quota 22.817.

In Borsa hanno sofferto in modo particolare i titoli delle società maggiormente esposte in Libia. Eni ha segnato un tonfo del 5,12% a 17,43 euro. Il colosso italiano è infatti il primo operatore oil internazionale presente in Libia, che rappresenta il 13% della sua produzione totale ovvero 244 mila barili al giorno. La società, contatta da questa testata, ha confermato che “le attività in Libia procedono nella normalità” ma ha annunciato l’evacuazione dal Paese dei familiari e dei dipendenti non strettamente operativi. Maglia nera per Impregilo che ha ceduto il 6,17% a 2,31 euro. Il general contractor ha vinto 2 ordini in Libia, il primo di circa 300 milioni di euro per l’urbanizzazione della città di Tripoli e un altro per la city hall della capitale per circa 285 milioni.