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Crolla la Borsa di Milano, a picco i titoli delle banche

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La Borsa di Milano è crollata appesantita dai titoli delle banche che hanno segnato ribassi pesantissimi. Il Ftse Mib ha ceduto il 4,27% a 19.483 punti. Rotta la soglia dei 20.000 punti, un limite che non veniva violato dal luglio 2009. Il Ftse All Share ha perso il 4,03% a quota 20.137. A far sbandare i mercati ha contribuito un report negativo di Moody’s che vede un possibile effetto contagio del caos greco sul sistema bancario europeo. In particolare, il rapporto dell’agenzia riguarda i comparti del credito di Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda e Gran Bretagna.


Non si arresta la discesa del settore bancario, nonostante il report di Moody’s lo abbia definito “robusto”. I cali sono stati tutti marcati: Mediobanca ha perso l’8% a 6,03 euro, Intesa SanPaolo il 7,73% a 2,09 euro, Unicredit il 7,42% a 1,68 euro, Monte dei Paschi il 6,61% a 0,89 euro, Banco Popolare il 6,35% a 4,13 euro, Ubi Banca il 6,79% a 8,03 euro, Popolare Milano il 6,20% a 3,67 euro.

L’andamento negativo del listino milanese ha vanificato la ripresa di Telecom Italia che, nonostante conti migliori delle attese, ha lasciato sul parterre il 6,23% a 0,94 euro. Il gruppo di tlc ha chiuso il primo trimestre 2010 con un utile netto a 601 milioni di euro, in crescita del 30,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Battute le attese degli analisti che erano ferme a 470 milioni. In salita anche l’Ebitda che ha raggiunto i 2,82 miliardi (+3,2%) contro previsioni per 2,76 miliardi. In linea con le attese il giro d’affari a 6,48 miliardi (-0,7%). L’indebitamento finanziario è diminuito a 33,26 miliardi dai 33,94 miliardi di fine 2009 (-687 milioni). Più sostenuto il calo rispetto al 31 marzo 2009: -1,20 miliardi.


Pirelli maglia rosa del paniere principale con un rialzo dell’1,1% a 0,432 euro. Le quotazioni hanno beneficiato ancora dell’annuncio dello scorporo delle attività immobiliari dalla holding Pirelli. Fiat ha ceduto sul finale dopo una mattinata più che positiva. Il Lingotto ha perso l’1,88% a 8,89 euro, nonostante la promozione di Nomura che ha alzato la raccomandazione su Fiat da reduce a neutral, confermando il prezzo obiettivo a 10,50 euro. Secondo gli analisti della banca d’affari giapponese “i margini di crescita del mercato brasiliano e le migliori prospettive di Cnh faranno aumentare il trading profit di Fiat rispetto alla guidance di 1,1-1,2 miliardi di euro”. Inoltre il titolo potrebbe beneficiare anche dello scorporo delle attività no auto, che confluiranno in una nuova società (Fiat Industrial) pronta alla quotazione entro la fine dell’anno.