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Crisi Ucraina: Scaroni, Europa troppo dipendente da gas russo. Italia potrebbe gestire situazione (FT)

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Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, ha espresso nuovamente i suoi dubbi circa il futuro del progetto del gasdotto South Stream a meno che l’Unione europea e la Russia non riescano a trovare un soluzione sull’Ucraina. Lo ha fatto in occasione di un’intervista rilasciata al Financial Times. Scaroni è apparso tuttavia sollevato dall’uscita del gruppo al momento giusto dal maggior giacimento di gas siberiano. Eni ha venduto a gennaio il 60% della quota detenuta in Arctic Russia per circa 3 miliardi di dollari. “Siamo stati astuti a vendere Arctic Russia, abbiamo avuto la giusta tempistica”, ha detto il manager spiegando che sarebbe stato molto più difficile realizzare una tale operazione nel momento attuale: “Le compagnie russe sono molto caute ora con il loro cash”. E gli eventi in Ucraina, ha aggiunto, hanno rappresentato parte della decisione.

Scaroni poi ritiene che l’Europa sia troppo dipendente dal gas russo per bloccare le importazioni nel breve termine, sebbene creda che l’Italia potrebbe gestire la situazione. A meno che l’Unione europea non raggiunga un accordo con la Russia, l’Ad si aspetta che l’Europa avvii uno sforzo gigantesco per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento, includendo lo sviluppo dello shale gas nel Continente, l’aumento dell’importazione di Gnl e una maggiore focalizzazione sulle forniture di Algeria, Libia e Norvegia.