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Crisi Turchia affossa Piazza Affari: Ftse Mib in calo del 2,51%

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La crisi turca protagonista dei mercati oggi con il crollo della lira e l’allarme contagio sulle banche lanciato dalla Bce come rende noto il Financial Times. Il quotidiano economico della City scrive di pesanti preoccupazioni da parte dell’istituto centrale europeo per l’elevata esposizione delle banche dell’Eurozona nei confronti del debito turco. Le banche nel mirino sono la spagnola Bbva, la francese Bnp Paribas e l’italiana Unicredit.

Piazza Affari chiude in calo con l’indice Ftse Mib che lascia sul terreno il 2,51% a quota 21.090,78 punti e a pesare è soprattutto Unicredit. Il titolo della banca di piazza Gae Aulenti chiude a -4,7%.

La crisi della Turchia manda al ribasso tutte le borse europee e si arricchisce di un nuovo capitolo, con la decisione del presidente Donald Trump di raddoppiare i dazi su acciaio e alluminio turchi rispettivamente al 50 e al 20%: “Le nostre relazioni non sono buone in questo momento!”, twitta il presidente.

A Milano oltre a Unicredit, in perdita anche Intesa Sanpaolo (-3,65%) e Ubi (-3,08%). Tra gli altri titoli si segnalano in perdita anche Unipol (-0,24%) e la controllata UnipolSai (-1,15%), che hanno diffuso i conti del primo semestre, chiuso dalla holding con un utile netto a 644 milioni. Brutta seduta per STMicroelectronics che perde il 5,06% sulla scia del downgrade deciso da Goldman Sach per Intel. Ceramiche Ricchetti segna un rialzo dell’8,06% dopo l’annuncio da parte di QuattroR Sgr, Fincisa e Ceramiche Industriali di Sassuolo e Fiorano della firma di un accordo per acquisire il controllo del gruppo a un prezzo per azione di 0,215 euro.

Lo spread tra i Btp e i bund chiude la settimana sui massimi da due mesi a 267 punti base con i decennali al 2,99%. Sul fronte macro, si segnala la crescita resa nota dall’Istat dell’export italiano a giugno.