Crisi Tc Sistema, Meta srl chiede il fallimento

Inviato da Redazione il Mer, 09/06/2004 - 14:36
Sale l'incertezza intorno alla sorte di Tc Sistema, il system integrator quotato al Nuovo Mercato che sta cercando di uscire dalle secche di una difficile crisi economico-finanziaria, culminata con le dimissioni dalla carica di amministratore delegato di Massimo Bramati, da poco in carica. Secondo quanto risulta a Spystocks.com si è aperta una prima crepa all'interno del blocco dei creditori e un fornitore, la Meta srl di Milano, avrebbe presentato istanza di fallimento al tribunale di Milano. Una mossa che dovrebbe sbloccare l'impasse che dura ormai da metà aprile, da quando cioè il titolo è stato sospeso in borsa in attesa dopo lo scoppio della crisi. Il giudice competente non ha ancora preso una decisione in merito alla richiesta, in attesa delle risultanze dell'assemblea dei soci convocata per il prossimo 10 giugno, ma ora la palla passa necessariamente alle banche che dovranno prendere una decisione sul piano di rilancio della società, che si avvale della consulenza dello studio Vitale e associati.
Sul tavolo degli istituti di credito, che vanterebbero un'esposizione a breve termine per circa 18,6 milioni di euro a fine aprile (la parte a lungo termine, dopo la cessione del Kennedy center, è stata azzerata), il piano di rilancio stilato dal Paolo Angelucci, proprietario del gruppo Cosmic. A Banca Intesa, Unicredito, Mps, Sanpaolo e Capitalia sarebbe chiesto un sacrificio di parte dei crediti: le cinque banche dovrebbero infatti rinunciare a 8 milioni di euro ceduti pro-soluto al prezzo simbolico di un euro, e convertire a medio-lungo termine la restante parte. Non solo: le banche dovrebbero assicurare anche una provvista di una trentina di milioni per permettere l'integrazione tra le due società e il rilancio dell'attività, ora ferma per mancanza di affidamenti. Dal consolidamento dei crediti dovrebbe essere parzialmente esclusa Capitalia, che da sola vanta un'esposizione a breve superiore ai 9 milioni. All'istituto romano sarebbe stato richiesto, infatti, di convertire 3 milioni di euro in capitale, nell'ambito dell'aumento da complessivi 30 milioni di euro che permetterebbe ad Angelucci di prendere la maggioranza assoluta (63% circa delle quote post-aumento) delle azioni dopo l'offerta dei vecchi soci di cedere le relative opzioni ad un euro. Sacrifici anche per i fornitori, che dovrebbero rinunciare a 8 milioni di euro, anch'essi ceduti pro-soluto ad Angelucci al prezzo simbolico di un euro.
Per l'aumento, secondo quel che risulta a Spystocks.com, l'imprenditore della Cosmic convertirebbe in nuove azioni parte dei 16 milioni di crediti acquisiti da banche e fornitori (sembra fino a 12 milioni), tenendo il restante a garanzia qualora il mercato non aderisca, ai quali verrebbero aggiunti 4 milioni cash di provenienza Cosmic. I soci di minoranza, prevalentemente piccoli risparmiatori, dovrebbero sobbarcarsi infatti almeno 11 milioni di euro di capitale. A tanto ammonta infatti la quota che non è coperta da Angelucci e Capitalia e che spetterebbe al mercato. La mossa di Meta potrebbe essere il campanello d'allarme che i fornitori non avrebbero accettato il piano, ma nulla è detto prima dell'assemblea, chiamata formalmente a deliberare sull'articolo 2447 del codice civile e a ricapitalizzare. O, nel caso di deriva del piano Angelucci, dichiarare la liquidazione, alla luce di perdite semestrali consolidate che al 29 febbraio hanno raggiunto i 42,4 milioni di euro, portando il capitale netto di gruppo in negativo per 11,5 milioni circa (-7 milioni per la spa), con la relazione di metà esercizio che non è stata certificata da Mazars & Guerard.


Secondo i primi calcoli, la ricapitalizzazione di Tc Sistema prevedrebbe l'emissione di 30 milioni di nuove azioni al prezzo di un euro, di cui 0,1 di valore nominale, per un totale di 30 milioni di euro.
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