Crisi 'subprime': Fmi, rischi di credito e di mercato in aumento ma crescita resta solida

Inviato da Carlotta Scozzari il Lun, 24/09/2007 - 16:52

Dalla crisi dei mutui americani cosiddetti "subprime" recentemente esplosa si è capito che l'attuale periodo è piuttosto delicato sia dal lato dell'economia sia da quello, strettamente connesso, della finanza. A dare una ulteriore conferma del clima di incertezza che al momento pervade il mondo economico-finanziario è il rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria globale redatto dal Fondo monetario internazionale (Fmi), rapporto il cui summary mette subito in luce che dall'aprile scorso, quando cioè era giunta l'ultima edizione del Global financial stability report, il quadro finanziario mondiale ha dovuto sottoporsi a un importante test. Infatti "i rischi di credito e di mercato sono aumentati e i mercati sono diventati più volatili". Il tutto ha condotto anche a una serie di difficoltà nel reperimento di fondi da parte di alcuni istituti bancari, che hanno conseguentemente attraversato una crisi di liquidità che ha richiesto addirittura l'intervento delle banche centrali. La britannica Northern Rock, con le sue code agli sportelli per ritirare i depositi dei giorni scorsi e con il necessario intervento della Bank of England, è il caso più emblematico del momento a riguardo.

"Le potenziali conseguenze di questi episodi - avvertono gli economisti dell'Fmi - non devono essere sottovalutate anche perché con ogni probabilità il processo di aggiustamento sarà protratto nel tempo. Le condizioni di credito potrebbero non normalizzarsi nel breve termine e alcune delle pratiche che si sono sviluppate nei mercati del credito strutturati dovranno cambiare". Tuttavia, il quadro a tinte fosche non dovrebbe intaccare più di tanto la crescita globale: "Allo stesso tempo - precisano gli economisti dell'International monetary fund - l'economia globale è entrata in questa fase di turbolenze esibendo una solida crescita, soprattutto nei Paesi emergenti". E' anche per questo motivo dunque che "fino ad ora, nonostante la significativa correzione dei mercati finanziari, la crescita globale resta solida". Anche se è lecito attendersi qualche rallentamento di breve periodo.

Nel rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria globale l'Fmi si interroga anche sul ruolo delle agenzie di rating. Secondo l'Fmi infatti, soprattutto in momenti delicati come questo, c'è bisogno di comprendere al meglio il rischio di certi strumenti finanziari derivati e altamente strutturati. Si pensi ad esempio a tutti quegli strumenti come le collateralized debt obligations (Cdo) o le asset backed securities (Abs) che, avendo come sottostante una porzione di mutui "subprime" a stelle e strisce, sono finiti nei portafogli di fondi e risparmiatori più o meno consapevoli, contribuendo all'acutizzarsi e all'espandersi della crisi finanziaria. "I rating e le agenzie di rating - spiegano dal Fondo monetario internazionale - continueranno a ricoprire un ruolo fondamentale nel funzionamento dei mercati finanziari Tuttavia, esistono delle preoccupazioni circa le metodologie di rating di prodotti complessi". L'Fmi chiede così che ci siano scale di rating differenziate per i prodotti finanziari strutturati. Parimenti, è necessario che gli investitori, per tali strumenti più sofisticati e difficili da comprendere, guardino al di là del rating e procedano a uno studio più approfondito.

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