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Crisi: il secondo piano di salvataggio Grecia sarebbe insufficiente. I mercati si deprimono

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Il secondo piano di salvataggio della Grecia non sarebbe sufficiente ad evitare il fallimento del Paese. Lo rivela l’edizione online del Financial Times, facendo riferimento a una copia del rapporto della Troika ricevuta in anticipo. Secondo l’indiscrezione, la Grecia ha i requisiti per ricevere la sesta tranche di aiuti da 8 miliardi di euro e dunque se ne raccomanda il versamento, ma la situazione finanziaria del Paese si sta così deteriorando che il secondo piano di salvataggio, messo a punto solo tre mesi fa dai leader europei, non basterà per evitare il default.


Nella bozza dell’atteso rapporto dei rappresentanti dell’Unione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale, sulla Grecia si raccomanda il pagamento della sesta tranche di aiuti, anche se gli ispettori avrebbero giudicato estremamente preoccupante l’andamento dei conti ad Atene. Secondo il rapporto, che dovrebbe essere presentato ufficialmente domani, la dinamica del debito greco sarebbe peggiorata in modo significativo rispetto a pochi mesi fa a causa di un rallentamento economico più forte delle previsioni. Ma non solo. A pesare anche le incertezze politiche della Grecia e il ritardo nel piano di privatizzazioni (almeno di un trimestre). Nessuna cifra però sarebbe stata formulata sul nuovo buco di bilancio ellenico. 

L’indiscrezione ha subito circolato tra i corridoi di mercato, con riflessi immediati sulle piazze azionarie globali. Le Borse europee hanno allungato il passo in territorio negativo, fino a cedere oltre 1 punto percentuale. A Francoforte l’indice Dax perde oltre l’1,5%, seguito dal Cac40 di Parigi, in ribasso dell’1,21 per cento. Ha accelerato al ribasso anche Milano, con il Ftse Mib che ha mostrato un calo dell’1,88% appesantito dal comparto bancario. Intesa SanPaolo e Unicredit, dopo essere rimaste sospese dagli scambi per diversi minuti, cedono oltre 6 punti percentuali. Male anche Monte dei Paschi (-4,60% a 0,377 euro), Banco Popolare (-3,75% a 1,183 euro), Ubi Banca (-4,66% a 2,984 euro). Più contenute le perdite della Popolare di Milano che lascia sul parterre l’1,75% a 1,742 euro.


In questo clima monta l’attesa per il summit europeo contro la crisi del debito sovrano, che prende il via domani con la riunione dell’Eurogruppo e si conclude domenica pomeriggio con la riunione dei capi di governo nel Consiglio europeo. Anche se, nelle ultime ore si parla di un possibile slittamento. Secondo il quotidiano Die Welt, che cita fonti vicine alla vicenda, il governo tedesco non esclude che il vertice europeo venga rimandato a causa dello stallo delle trattative sul fondo europeo salva stati, in particolare sulla possibilità che il Fondo possa utilizzare la leva (debito o ulteriori garanzie) per aumentare le sue capacità finanziarie.