Crisi Russia- Ucraina: il blocco del gas russo mette a rischio l'Europa

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 17/06/2014 - 12:22
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Russia e Ucraina non sono riuscite a risolvere la controversia sul prezzo del gas. Come diretta conseguenza Mosca, tramite Gazprom, ha interrotto le forniture all'Ucraina. A comunicarlo è stato il ministro dell'Energia di Kiev, Iuri Prodan. Il politico ucraino ha promesso che comunque il flusso del metano verso l'Europa proseguirà. La dichiarazione di Prodan non lascia comunque sereni i Paesi del Vecchio Continente che dipendono significativamente dal gas di Mosca. Tra questi l'Italia.

"E' impensabile avere una politica energetica dove si debba fare accumulo di scorte scongiurando un blocco di forniture petrolifere (gas) da paesi terzi o un inverno meno freddo", ha dichiarato sulla vicenda il Presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, evidenziando come in questo momento "c'è bisogno che il Governo ci convochi urgentemente in un Tavolo Tecnico Strategico sull'Energia in vista del semestre di presidenza UE".

Partendo dalle recenti tensioni geopolitiche, Marsiglia ha inoltre esortato la politica italiana ed europea: "E' ormai giunto il momento che si avvii una politica decisiva dell'energia in Italia e che possa essere condivisa anche con gli altri paesi dell'Unione Europea. L'impegno del Commissario Europeo Gunther Oettinger deve essere affiancato. Strategia Energetica Nazionale (SEN) ed Europea da delineare su punti fondamentali che ad oggi non esistono".

Ovunque guardiamo, Medio Oriente, Asia ed altri, assistiamo a situazioni geopolitiche delicate e ad alto rischio. Ecco dunque che "le politiche petrolifere non sono più quelle di venti anni fa ed anche i Paesi produttori manifestano sempre più una instabilità interna. L'Italia è l'unica soluzione sicura ed immediata di fonte energetica con i propri giacimenti e rafforzando le infrastrutture dell'indotto. Nel breve periodo possiamo diventare una nazione in parte indipendente e vivere delle nostre fonti fossili ed alternative".

Nel suo intervento, Marsiglia ha aggiunto un commento sulla situazione dell'Iraq. "Parliamo di un paese con riserve immense di idrocarburi, dove non vi è mai stata una stabilità politica, economica ed energetica sin dai tempi di Enrico Mattei. Anche Paesi OPEC hanno diversificato e deciso su forniture esterne diverse e con paesi che fino a qualche anno fa non erano nel "diametro operativo strategico" dell'organizzazione petrolifera di Vienna", ha concluso il numero uno di FederPetroli Italia.
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