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Crisi: ricchezza delle famiglie erosa del 2%, corsa a fondi patrimoniali e trust

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Negli ultimi due anni la crisi ha divorato quasi 200 miliardi di euro (-2%) di ricchezza delle famiglie italiane, stimata a fine 2009 in 8.600 miliardi di euro. I patrimoni di ciascun nucleo, in media 350.000 euro 2 anni fa, sono così “dimagriti” di 7.000 euro. Il balzo dei rendimenti dei titoli pubblici, legato allo spread con i bund tedeschi, ha bruciato oltre 10 miliardi di euro. Per proteggere i beni, gli italiani scoprono fondi patrimoniali e trust: in 5 anni ne sono nati circa 30.000.
È quanto emerge da una ricerca presentata oggi a Verona al convegno annuale di Synergia Consulting Group, alleanza di 13 studi di dottori commercialisti con oltre 200 professionisti ubicati in varie regioni italiane. L’analisi si basa su dati delle più autorevoli fonti (Banca d’Italia, Istat, Unioncamere, ABI, Crif).
Vari fattori hanno pesato sul calo della ricchezza. Innanzi tutto il calo dei prezzi degli immobili (circa il 3%), che rappresentano due terzi del “tesoro” familiare. Poi il recente crollo dei titoli di Stato (che ha contagiato le altre obbligazioni) e la caduta delle Borse. Si è poi ridotto il valore delle attività economiche (aziende, negozi, etc.). Infine c’è stato un incremento dei debiti. L’impatto della crisi è stato compensato solo in parte da nuovi risparmi e dalla rivalutazione di alcuni beni (oro e preziosi).
Inoltre, negli ultimi 5 anni, secondo Synergia Consulting Group, sono stati creati oltre 30.000 fondi patrimoniali e trust. In totale le “casseforti” per proteggere i patrimoni familiari (fondi patrimoniali + trust) nella Penisola sono stimate in oltre 200.000. Le Regioni dove i fondi patrimoniali si diffondono di più sono Lombardia (circa il 20% dei nuovi istituti), Veneto (11%), Emilia Romagna (9%), Lazio (8%), Toscana (7%) e Campania (7%).
Il boom di questo tipo di strumenti è legato anche alla crescita di fallimenti e crediti inesigibili. Nel 2010 sono fallite più di 11.000 aziende (+ 20% sul 2009), toccando il record storico dalla riforma del diritto fallimentare del 2006. Lo scorso stesso anno le istanze di fallimento depositate hanno toccato il picco di 37.000. Nei primi 9 mesi del 2011 sono stati dichiarati oltre 8.500 fallimenti (+8,7% sullo stesso periodo del 2010). Le aree più colpite sono Lombardia (più di un quarto del totale), Lazio e Veneto.