Crisi: pressing sull'Europa, occorre fare di più. Oggi G7 in conferenza telefonica

Inviato da Valeria Panigada il Mar, 05/06/2012 - 10:43

Oggi i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali dei Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti) discuteranno della crisi del debito della zona euro e dei rischi sulla ripresa economica globale in una conferenza telefonica. Le discussioni di oggi precedono il summit dei leader del G20, in agenda il prossimo 18-19 giugno in Messico. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Finanze canadese, Jim Flaherty, dichiarando che la vera preoccupazione in questo momento è l'Europa, la debolezza di alcune sue banche e il fatto che gli altri Paesi europei non hanno agito in modo sufficiente per rispondere a questa crisi.

Una simile osservazione e un invito a fare di più è arrivato ieri anche dal portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, quando non era ancora terminato l'incontro a Berlino tra il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Un vertice, quello berlinese, che ha suggellato la necessità di aumentare l'integrazione europea per contrastare la crisi. Il fiscal compact sarebbe solo un primo passo per raggiungere nel medio-lungo termine una unione politica, oltre che economica e monetaria. Il duo Barroso-Merkel ha ribadito anche l'importanza di una unione bancaria e una specifica vigilanza europea.  

Per il breve termine i due leader europei hanno ribadito la necessità di proseguire sulla strada del consolidamento fiscale e del rigore dei conti a cui si dovranno però affiancare misure per la crescita, attraverso riforme strutturali e investimenti mirati. Un piano per gli obiettivi e le misure di breve e lungo periodo, a cui sta lavorando Consiglio europeo, Eurogruppo e Bce, verrà illustrato a fine mese, nel summit di Bruxelles (28 e 29 giugno).

Intanto i mercati rimangono scettici, con la prospettiva di una Grecia fuori dall'euro sempre più concreta. Secondo Standard & Poor's, la Grecia ha almeno una probabilità su tre di abbandonare la zona euro nei prossimi mesi, dopo le elezioni in programma domenica 17 giugno. Nel rapporto pubblicato oggi, l'agenzia di rating spiega che l'uscita dall'euro potrebbe essere determinata dal rifiuto da parte di Atene delle riforme richieste dalla Troika (Ue, Fmi e Bce) e dalla conseguente interruzione del sostegno finanziario esterno. Tuttavia, S&P minimizza il rischio contagio sugli altri Paesi periferici ed esclude nuovi downgrading di altri Paesi della zona euro.

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