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Crisi: possibile azione congiunta delle banche centrali dopo voto Grecia

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Le banche centrali starebbero preparando un’azione coordinata per iniettare liquidità al mercato, in caso di necessità. Lo ha rivelato Reuters, che cita funzionari del G20. Si tratterebbe di un’azione congiunta degli istituti centrali mondiali per calmare eventuali tensioni che potrebbero scatenarsi dopo il voto in Grecia, nel caso in cui non emergesse una maggioranza filo europea. L’intervento consisterebbe in un’iniezione di denaro sul sistema finanziario già domenica.

Una prima conferma in questa direzione è arrivata ieri sera da parte del governatore della Bank of England, Mervyn King, che ha precisato che sta aumentando la possibilità di ulteriori manovre espansive. E questa mattina la Boe ha diffuso un comunicato in tal senso: a partire dal prossimo 20 giugno, verranno effettuate iniezioni di liquidità con cadenza mensile per un importo di almeno 5 miliardi di sterline con una durata di sei mesi. L’operazione rientra nell’Extendend Collateral Term Repo Facility (ECTR), un meccanismo attivato nel dicembre 2011 con cui la banca centrale offre liquidità contro collaterale con lo scopo di ridurre i rischi potenziali per la stabilità finanziaria. Dichiarazioni a favore dell’ipotesi di iniezioni di liquidità sono arrivate anche da Mario Draghi, governatore della Banca centrale europea. Nel corso di un intervento tenuto questa mattina a Francoforte Draghi ha ribadito che la Bce continuerà a garantire liquidità alle banche, se servirà.

Le banche centrali mondiali stanno dunque in stan-by. Questa mattina la Banca centrale del Giappone ha deciso di mantenere i tassi d’interessi invariati a un livello compreso tra lo 0 e lo 0,1%. La decisione è arrivata nonostante le pressioni ricevute per un intervento a favore della ripresa economica del Sol Levante minacciata dalla crisi in corso nella zona euro. L’istituto ha inoltre confermato a 885 miliardi di dollari il pacchetto di stimoli all’economia. La sua decisione però viene letta dagli operatori di mercato come una mossa per aspettare le altre banche. “Non è da escludere – hanno commentato gli esperto dell’ufficio studi di Banca Intesa – che prima di “forzare” il mercato le autorità giapponesi abbiano aspettato di vedere come il mercato risponde al test
elettorale greco”.

L’indiscrezione intanto sostiene le Borse. Dopo una partenza incerta Wall Street ha chiuso sui massimi di seduta (Dow Jones +1,24% a 12.651,91 punti, S&P500 +1,08% a 1.329,1 punti e Nasdaq +0,63% a 2.863,33). “I listini asiatici – ha commentato oggi Nomura – sono in rialzo oggi, pronti per il maggior guadagno settimanale in cinque mesi, sulle aspettative che le banche centrali possano aumentare le misure per sostenere le economie colpite dalla crisi del debito sovrano nell’Eurozona”. Questa mattina le piazze europee hanno aperto in territorio positivo e accelerano il passo con l’Ibex35 di Madrid in aumento di oltre l’1%.

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