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Crisi: oggi l’Eurogruppo, sul tavolo gli aiuti a Cipro e il caso Portogallo ma non solo

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Numerosi i temi sul tavolo dell’Eurogruppo odierno. Questa mattina i ministri delle Finanze dei 17 Paesi della zona euro si sono dati appuntamento a Dublino per discutere, secondo l’ordine del giorno, del progetto dell’unione bancaria. Ma gli ultimi sviluppi impongono anche altri temi. In primis gli aiuti a Cipro e poi il caso di Portogallo.

La zona euro dovrà infatti pronunciarsi sulle modalità del piano di aiuti da 10 miliardi di euro concesso a Cipro, che dovrebbe ricevere un primo versamento già all’inizio del mese di maggio. Una decisione che dovrebbe essere solo formale, dopo le lunghe e laboriose negoziazioni di marzo tra il governo di Nicosia e i creditori internazionali.

Tuttavia, la situazione dell’isola sembra essere peggiorata. Ieri alcuni funzionari governativi avrebbero anticipato che per evitare il fallimento a Cipro servirebbero 23 miliardi di euro e non più gli originari 17 miliardi e di conseguenza il governo di Nicosia dovrà raccogliere ben 13 miliardi di euro, ossia 6 miliardi in più rispetto a quello concordato con Unione bancaria, Bce e Fondo monetario internazionale. Risorse che dovranno essere raccolte, oltre che con la ristrutturazione del settore bancario, anche imponendo nuove tasse, vendendo riserve auree e altri asset statali.

Oltre al dossier Cipro, i ministri delle Finanze si dovranno confrontare sul Portogallo, dopo che la Corte costituzionale ha bloccato alcune nuove misure di austerità inserite nel budget 2013, privando il governo di circa 1,3 miliardi di euro. Un buco che potrebbe compromettere gli impegni di Lisbona verso i creditori internazionali e ostacolare il raggiungimento del target di deficit al 5,5% a fine 2013. Il governo di Coelho ha promesso di dare oggi delle garanzie sul rispetto dei suoi impegni.

Possibile anche che a margine dell’Eurogruppo, spunti una discussione preliminare del caso Slovenia. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, il ministro sloveno potrebbe incontrare i funzionari della Commissione europea e della Bce per fare il punto sulla situazione, minacciata dal settore bancario. Nelle ultime settimana è infatti diventata insistente l’ipotesi secondo cui il Paese avrebbe bisogno di un sostegno finanziario.