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Crisi: Nomisma, si rischia terzo anno con Pil negativo

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L’Italia rischia un terzo anno con il Prodotto interno lordo (Pil) negativo. A sostenerlo Sergio De Nardis, capo economista di Nomisma, dopo i recenti dati Istat. “La batteria di indicatori congiunturali diffusa negli ultimi giorni conferma lo stato di debolezza del ciclo italiano – afferma De Nardis – I dati di contabilità nazionale del secondo trimestre mostrano che sono il calo degli investimenti e della domanda estera netta, pur con esportazioni positive, a tirare giù l’attività economica”.
“I consumi sono cresciuti seppure di poco, prolungando il trend marginalmente positivo avviatosi a inizio anno – prosegue l’economista- Con questi risultati, perché la variazione del Pil nella media del 2014 non sia col segno meno occorre che la dinamica economica viaggi a ritmi trimestrali almeno dello 0,3% nella seconda metà dell’anno. E’ ipotizzabile? I segnali per il terzo trimestre sulla fiducia di consumatori e imprese sono purtroppo in ripiegamento. Anche lo sconfinamento in territorio deflazione della dinamica dei prezzi va nel senso di deprimere, anziché sostenere, la domanda aggregata. Le tendenze del mercato del lavoro, che si muovono con ritardo rispetto all’attività economica, appaiono al più stagnanti. Sul fronte estero le crisi politiche internazionali pongono un freno all’export, ovvero all’unico motore in grado di fornire un po’ di propulsione all’economia. Tenuto conto di tutti questi elementi, è evidente che emergono rischi di un terzo anno con Pil negativo”.

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