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Crisi: le medie imprese italiane credono nella ripresa (Mediobanca-Unioncamere)

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Le medie imprese industriali italiane credono nella ripresa e confidano in un aumento del fatturato e della produzione nel 2013, continuano ad essere la punta di diamante delle esportazioni e, dopo il rallentamento registrato in questi anni, prevedono di aumentare il proprio personale sia in Italia, sia, soprattutto, all’estero. Questi alcuni degli elementi che emergono dalla presentazione dell’Indagine annuale sulle medie imprese industriali italiane, realizzata da Mediobanca e Unioncamere.

L’indagine su un campione rappresentativo di medie imprese industriali italiane mostra che per il 2013 il 37,3% di queste aziende prevede un aumento del fatturato (contro il 26,6% a consuntivo nel 2012) e il 34% un incremento della produzione (è stato invece il 22,1% a registrarlo per lo scorso anno). La domanda di credito nel primo semestre 2013 si è rivelata sostenuta. Il 50% delle medie imprese ha dichiarato di voler richiedere finanziamenti bancari, non solo in risposta all’esigenza di gestire le attività ordinarie (nel 43,8% circa dei casi), ma anche per realizzare nuovi investimenti (36,7%) o implementare quelli già avviati (13,3%). E’, comunque, sensibile la percezione di difficoltà nell’accesso al credito: la segnala il 43% di quanti intendevano farvi ricorso nell’arco dei mesi iniziali del 2013, contro il 37% delle imprese che nell’ultimo semestre del 2012 si erano rivolte alle banche. Sul fronte occupazionale, un nucleo rilevante di medie imprese (circa un quinto) segnala un ampliamento della forza lavoro tra il 2012 e il 2013; ancora superiore sarà poi quest’anno l’allargamento della base occupazionale all’estero da parte di quelle medie imprese che hanno stabilimenti produttivi al di fuori dei confini nazionali (l’aumento avverrà in quasi la metà dei casi).

Tra il 2002 e il 2011 il numero delle medie imprese è diminuito di 433 unità. La variazione rappresenta il saldo tra 3.634 ingressi e 4.067 uscite che hanno generato un tasso di turnover (rapporto tra movimenti complessivi e consistenza di inizio periodo) pari al 191% riconducibile, per lo più, ad una forte turbolenza verificatasi attorno alle soglie inferiori di fatturato e dipendenti (6.102 imprese ovvero il 90,5% dei movimenti totali). Il fatturato medio nel 2011 si è assestato a 44,3 milioni di euro, in crescita del 29,2% sul 2002 (+10% in termini reali); il totale attivo medio è stato pari a 47,9 milioni, in aumento del 43,8% sull’inizio del decennio (+22,7% deflazionato). La tassazione delle medie imprese continua ad essere punitiva. Nella media del periodo 2002-2011 il carico fiscale che ha gravato sulle medie imprese con risultato ante imposte positivo si è assestato al 44,5% ovvero circa 11 punti percentuali sopra la media delle grandi imprese (33,6%). Nel 2011, 796 delle 3.594 medie imprese hanno chiuso con un risultato di competenza del gruppo negativo.