Crisi in Ucraina: impatto limitato su crescita globale (analisti)

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 04/03/2014 - 11:02
La crisi in Ucraina rimane uno dei temi caldi sui mercati finanziari. Di fronte alle notizie in arrivo dalla Crimea, ieri le principali Borse mondiali hanno imboccato la strada dei ribassi. Oggi i mercati tentano il recupero grazie alla notizia che il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato a tutte le truppe impegnate in esercitazioni militari di rientrare nelle loro basi. Una mossa vista come segnale di distensione nell'area. 

Secondo analisti di Credit Suisse l'impatto della crisi in Ucraina sulla crescita globale è limitato. "La Russia rappresenta solo il 2,9% del Pil internazionale, mentre l'economia Ucraina solo lo 0,4% - afferma il broker elvetico - Le importazioni russe dagli Stati Uniti e dalla zona euro ammontano rispettivamente a 11 miliardi di dollari (0,7% del totale) e 87 miliardi di euro (4,6%)".

La Germania è probabilmente il Paese sviluppato che sarà maggiormente condizionato dalla crisi. "Sebbene solo il 3% delle sue esportazioni vanno verso la Russia - spiegano da Credit Suisse - secondo le stime dell'Aie il 50% delle importazioni tedesche di petrolio e il 39% di import di gas proviene da Mosca".  

Potrebbe aumentare in maniera decisa il prezzo del petrolio? Un quesito che si stanno ponendo in molti. Gli esperti della banca svizzera escludono questa possibilità visto che "la Russia produce l'11% dell'offerta mondiale di petrolio e il 19% di gas e ha chiaramente bisogno dei proventi che derivano dalle fonti energetiche, che sono pari al 50% delle entrate governative". Per Credit Suisse "la Russia ha molto da perdere da possibili sanzioni o, peggio ancora, dal sequestro di beni russi all'estero". 

Ulteriore considerazione che fanno gli analisti di Credit Suisse nel report odierno è di carattere militare. Lo status della Russia come potenza militare è "caduto enormemente rispetto ai tempi sovietici". Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute, la difesa russa spende solo il 50% in più rispetto a quella inglese.
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