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Crisi: Grexit, per Morgan Stanley aumentano le probabilità. Fondi europei in fuga dall’euro

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Verso il divorzio dell’euro? La possibile uscita dalla Grecia dalla Zona euro continua a rimanere, tra gli analisti e non solo, uno dei temi più dibattuti. Secondo gli esperti di Morgan Stanley le ramificazioni derivanti dall’uscita di Atene sono molto più serie di quanto anticipato dal mercato. Per questa ragione gli analisti della banca Usa hanno alzato al 35% dal 25% la probabilità che la Grecia esca entro i prossimi 12-18 mesi. E l’effetto contagio sarebbe all’agguato. “Sono tre – sostengono da Morgan Stanley – i canali principali per il contagio: il debito sovrano, il settore bancario e la situazione politica”. Tra i Paesi che corrono i maggiori rischi il broker indica l’Italia, la Spagna, l’Irlanda e il Portogallo.
Nel report Morgan Stanley indica tuttavia alcune possibili strade da percorrere per “limitare un’escalation della crisi e rendere l’Eurozona più stabile nel lungo periodo”. Nel breve termine sono due gli step, secondo Morgan Stanley, per stabilizzare il sistema finanziario: un’azione più aggressiva da parte della Banca centrale europea e una ricapitalizzazione delle banche europee attraversi Efsf/Esm.

Fondi europei escono dagli asset in euro su timori Grecia
Che lo scenario sia diventato nell’ultimo periodo più pessimista è confermato dalla decisione di alcuni big dei fondi europei di uscire dagli asset in euroin scia ai timori di una possibile uscita della Grecia dall’Eurozona e al caos in cui versa la moneta unica (ieri l’euro ha toccato quota 1,2514, sui minimi da 22 mesi sul dollaro). Secondo quanto riportato dal Financial Times negli ultimi giorni si sono mossi in questa direzione i francesi di Amundi e i britannici di Threadneedle Investments che hanno ridotto la loro esposizione alla moneta unica. Più radicale la decisione del fondo statunitense Merk Investments che ha tagliato tutta la propria esposizione all’euro. “Abbiamo venduto il nostro ultimo euro il 15 maggio” ha dichiarato Axel Merk, chief investment officer.

Credit Suisse: difficile che la Grecia esca dall’euro
Chi pensa positivo è Credit Suisse, controcorrente rispetto alle attese dei mercati e del consensus. “Crediamo che le possibilità che la Grecia rimanga nell’euro sono significativamente elevate rispetto alla possibilità che lasci nel prossimo anno” sostengono gli esperti della banca svizzera sottolineando come “sia nell’interesse della Grecia stessa e dell’Unione Europea che Atene rimanga per ora nell’Eurozona”. A sostegno di questa tesi il broker elvetico ricorda che “la maggioranza dei greci è a favore della permanenza nell’euro; i costi per l’economia ellenica in caso di uscita, sopratutto nel breve termine, sarebbero davvero considerevoli; per i principali Paesi dell’area euro, un’exit della Grecia comporterebbe dei costi enormi, sia per gli effetti finanziari di una disintegrazione dell’euro sia per i costi da sostenere per portare avanti una politica adeguata e scongiurare l’effetto contagio”.
Tra meno di un mese, il prossimo 17 giugno, la Grecia sarà nuovamente chiamata alle urne. E secondo Credit Suisse l’esito delle prossime elezioni rimane estremamente incerto. A momento il risultato più probabile appare la formazione di una coalizione di Governo, che andrebbe a rinegoziare alcuni aspetti del salvataggio. “Sebbene le possibilità che la Grecia debba abbandonare l’euro siano basse – affermano da Credit Suisse – se andrà al potere un Governo ostile all’Unione europea, un’uscita potrebbe diventare una possibilità concreta”.