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Crisi: per l’Fmi arrivano dall’eurozona risorse per 150 miliardi. Londra si chiama fuori per il momento

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Accordo salva-euro ridimensionato al ribasso. Al termine di una lunga riunione telefonica i Paesi Eurozona hanno annunciato l’impegno a fornire prestiti bilaterali al Fondo monetario internazionale (Fmi) per 150 miliardi di euro. E’ quanto si apprende dal comunicato pubblicato ieri sera al termine della teleconferenza a cui hanno preso parte i 17 ministri finanziari dell’unione monetaria. Dei 200 miliardi presi in considerazione dai leader europei durante il summit dello scorso 9 dicembre ne mancano ben 50 all’appello.
 
Londra si è tirata fuori per ora, e aleggiano dei dubbi sulla partecipazione di altri Paesi dell’Ue fuori eurolandia. Dalla nota diffusa in serata si apprende che alcuni Paesi Ue esterni alla zona euro, tra cui Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia e Svezia, “hanno espresso la loro volontà a prendere parte al processo di rafforzamento dell’Fmi. Per quanto riguarda la partecipazione della Gran Bretagna definirà il suo contributo all’inizio del nuovo anno nell’ambito del G20”. Il ministro inglese Osborne è stato chiaro: “non contribuirà a nulla che favorisca solo i Paesi dell’eurozona”.

“L’unione apprezzerebbe che i membri del G20 e altri paesi membri dell’Fmi finanziariamente solidi sostenessero gli sforzi per salvaguardare la stabilità finanziaria globale, contribuendo ad aumentare le risorse del fondo”, ha precisato l’Ecofin. Un appello al resto del mondo che chiama chiaramente in causa due potenze mondiali, come la Cina e gli Stati Uniti che al momento si sono chiamate fuori. 

Durante la conference call i ministri hanno inoltre discusso della riforma al trattato del fondo di stabilità Esm, ma il nodo critico è stato il rafforzamento del Fmi. Si è deciso dunque di versare 150 miliardi di risorse al Fondo monetario internazionale così ripartite: il contributo tedesco sarà pari a 41,5 miliardi, mentre quello francese sarà di 31,4 miliardi. La quota che l’Italia, terzo contributore, verserà all’istituto di Washington circa 23,48 miliardi.

“Con queste prospettive sulla scena politica europea, l’incertezza sembra ancora il sentimento prevalente sui mercati nella settimana di avvicinamento alle festività natalizie”, commentano da CMC Markets nella nota odierna. In apertura in Europa hanno prevalso le vendite e verso le 9.30 le performance sono volatili.  Il Ftse100 cede lo 0,40%, mentre il Dax è in lieve flessione dello 0,07%. Il Cac40 si muove poco sotto la parità, scivolando a 2.973,6 punti (-0,02%). Si muove in controcorrente l’Ibex che sale dello 0,24%.

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