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Crisi: Fitch abbassa previsioni di crescita, il fiscal cliff è una minaccia nel breve

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L’agenzia internazionale di rating Fitch ha rivisto al ribasso le sue previsioni sulla crescita globale, nonostante le ultime manovre di stimolo da parte delle banche centrali (Fed e Bce). E la maggiore minaccia per la ripresa nel breve termine è rappresentata dal fiscal cliff statunitense, ossia un mix indiscriminato di taglio delle spese e aumento della tassazione. 

L’Eurozona e le nuove stime
Secondo la nuove stime contenute nel Global Economic Outlook, diffuso oggi, l’economia globale dovrebbe registrare quest’anno una crescita del 2,1%, contro il +2,2% previsto a giugno. Nel 2013 l’espansione sarà del 2,6% e non più del 2,8%, mentre nel 2014 si attende un +3% contro il +3,1% di giugno. Minore crescita prevista anche per l’Eurozona. Quest’anno si attende una contrazione dello 0,5%, mentre nel 2013 si dovrebbe assistere a una crescita del solo 0,3%. Nel 2014 le previsioni sul Vecchio continente sono per un +1,4%. “La fiducia delle imprese e delle famiglie si è indebolita negli ultimi mesi, le condizioni di finanziamento rimangono difficili e le misure di austerità stanno mordendo nei Paesi periferici, mentre la dinamica di crescita dei Paesi core sta rallentando”, ha spiegato Fitch.

Sull’Italia pesa l’incertezza per le elezioni
L’outlook economico dell’Italia dipende sia da fattori di rischio esterni che da quelli interni. L’agenzia di rating ha tagliato le stime 2012 per il Pil italiano a -2,2% dal -1,9% stimato a giugno ritenendo che le prospettive risultino dipendenti sia da fattori esterni sia dall’aumento di incertezza interna in vista delle elezioni politiche 2013. “La consistenza delle politiche del governo sarà importante nella stabilizzazione del clima di mercato”. Fitch prevede che l’economia italiana resterà in recessione nel 2013 con una contrazione dello 0,3% complice la debole ripresa dell’Eurozona, per poi avere una ripresa modesta nel 2014 con una crescita media dell’1,1%.

Gli Stati Uniti e la minaccia del fiscal cliff
“Anche se non è il nostro caso base, il taglio di bilancio previsto dal fiscal cliff potrebbe portare gli Stati Uniti e, eventualmente, l’economia globale in recessione”, afferma Fitch. La sua stima è di un probabile dimezzarsi del tasso di crescita globale nel 2013 se il fiscal cliff non verrà evitato. Secondo l’attuale legge l’aumento delle tasse e i tagli alla spesa degli Stati Uniti vale 600 miliardi di dollari, pari al 4% del Pil ed entrerà in vigore nell’anno fiscale 2013. Secondo il Congressional Budget Office, la contrazione fiscale sarebbe equivalente a più di 800 miliardi di dollari (5% del Pil) su base annua. “La portata e la velocità di questa stretta fiscale rischierebbe di spingere l’economia americana in una recessione inutile ed evitabile – rimarca Fitch – riteniamo quindi che i tagli saranno pari a un più gestibile 1,5% del Pil”. Se non sarà evitato il fiscal cliff, Fitch calcola in quasi 2 punti percentuali l’effetto negativo sulla previsione di crescita 2013 (abbassata a un +2,3%).
 
di Titta Ferraro e Valeria Panigada