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Crisi: per Draghi la situazione è molto grave. I mercati snobbano le sue parole

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A pochi giorni di distanza dal downgrade del debito sovrano di nove Paesi dell’Eurozona da parte di Standard and Poor’s il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, lancia un allarme: “la crisi è molto grave” nella zona euro e più in generale in Europa. Intervenendo a Strasburgo davanti alla commissione economica del Parlamento europeo Draghi, nel ruolo di presidente del Comitato europeo per il rischio sistemico, ha dichiarato che la “situazione è ulteriormente peggiorata” nell’Eurozona e non bisogna prenderla sotto gamba. Parlando agli eurodeputati ha inoltre sottolineato come la situazione sia peggiorata rispetto al mese di ottobre quando l’ex numero uno dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, ha parlato di “crisi sistemica”. Alla luce di questo scenario a tinte fosche Draghi ha esortato i Governi a dare priorità alle politiche volte al rilancio della crescita economica e alla creazione di nuova occupazione.  

E proprio ieri nel giorno dell’audizione al Parlamento europeo dell’ex Governatore di Bankitalia Standard & Poor’s ha declassato anche il rating al fondo salva stati Efsf. Il giudizio è infatti sceso da “AAA” ad “AA+” , ed è una conseguenza diretta della bocciatura, arrivata venerdì scorso, di Francia e Austria, i due Stati che hanno impegnato garanzie per circa 180 miliardi per il fondo stesso. L’outlook di lungo termine su Parigi e Vienna rimane negativo, indicando un nuovo possibile downgrade tra il 2012 e il 2013. Confermati i rating tripla A su altri membri del fondo salva stati: Finlandia, Germani, Lussemburgo e Paesi Bassi.  La riduzione del giudizio indica, secondo Draghi, che l’Efsf diminuirà i prestiti o che il loro costo salga . E non solo, questo declassamento dovrà portare a una maggiore partecipazione dagli Stati della zona euro che hanno mantenuto la AAA. Questo per far sì che il fondo possa mantenere  “la stessa capacità” o possa dare a prestito “allo stesso tasso”. Una rassicurazione per il fondo salva stati è giunta da Tokyo. Nonostante il declassamento il ministro delle Finanze, Jun Azumi, che ha dichiarato il Giappone continuerà ad acquistare i bond emessi dall’Efsf.
Lanciata anche una frecciata alle agenzie di rating. La strada migliora da intraprendere,  ha detto Draghi, è proprio quella di imparare a farne a meno” o almeno evitare di affidarsi “meccanicamente ai loro rating”.
Una rassicurazione per il fondo salva stati è giunta da Tokyo. Nonostante il declassamento il ministro delle Finanze, Jun Azumi, che ha dichiarato il Giappone continuerà ad acquistare i bond emessi dall’Efsf.

Nonostante le notizie poco rassicuranti arrivate negli ultimi giorni, da ultime le parole di Draghi, i mercati salgono. I guadagni proseguono anche stamattina sulle Borse europee. Segno più per il Cac40 che sale dello 0,9% a 3.253,7 punti e per il Dax che prende l’1% a 6.283,1 punti. Positive anche la Piazza finanziaria di Madrid e Londra che registrano rispettivamente un rialzo dello 0,6% e dello 0,86%.