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La crisi dell’Est Europa preoccupa Bruxelles

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I preoccupanti segnali in arrivo dall’Est Europa turbano i sonni di Bruxelles e dei Paesi europei maggiormente esposti in quell’area, a partire da Germania e Austria. Le preoccupazioni sono giustificate da un’esposizione verso quell’area da parte delle banche dell’Eurozona per circa 1.200 miliardi di euro. E gli istituti di sei Paesi europei – in prima fila le austriache Raiffesein e Erste Bank, mentre per l’Italia c’è Unicredit – hanno da soli in mano più dell’80% di quei crediti la cui qualità potrebbe essere adesso deteriorata. Caduta delle esportazioni e frenata dei pil in quell’area si tradurrà in recessione come già prevede l’Ocse. Le nuove stime sono infatti non più di crescita del 2,2%, ma di una contrazione del pil dello 0,4%. Il commissario Ue Agli Affari economici, Jioaquin Almunia, si è detto “preoccupato” per la volatilità delle valute dell’Europa dell’est, spiegando che le autorità “devono essere coinvolte nella gestione di queste situazioni difficili”.