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La crisi dei debiti pesa ancora sui bancari: Bancomat Bce prosciugato a novembre

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Le Borse europee mantengono la direzione. Dopo aver avviato la seduta in territorio positivo, i principali listini continentali continuano a scambiare in territorio positivo. Amsterdam guadagna lo 0,40%, Parigi sale dello 0,62%, Francoforte segna un +0,32%. Milano riconquista il segno più con il Ftse Mib in progresso dello 0,32% a 20.553 punti.


 

Sono i dati macro arrivati da Stati e Cina, che hanno alimentato la propensione al rischio degli investitori, e le speranze che Pechino eviti la decisione di aumentare i tassi di interesse, almeno nell’immediato futuro stamattina a sostenere il sentiment, anche se la prudenza resta la via maestra in queste settimane che portano dritte alla chiusura dell’anno.


 


Come segnala Koen De Leus, strategist di KBC Securities e Bruxelles “il tono del mercato è positivo grazie ai dati forti e ad alcuni annunci positivi in tema di politica economica, arrivati agli Stati Uniti la scorsa settimana, ma non penso ci siano molti investitori disponibili a prendere rischi gli ultimi giorni dell’anno. Il mercato – avverte – potrebbe diventare piuttosto volatile nei prossimi giorni a causa dei volumi ridotti”. Il comparto bancario non perde tempo: anche stamattina è sotto pressione. La spia sulla crisi dei debito sovrani in Europa resta accessa sul rosso.


 


Gli analisti di Moody’s stamattina hanno annunciato di aver mantenuto invariato l’outlook negativo sul sistema bancario iberico, in quanto ritengon che “la loro capitalizzazione, la redditività e il loro accesso al mercato del finanziamento resteranno deboli” nei prossimi mesi. Nonostante la girandola di rassicurazioni che puntualmente arrivano dai capi di Stato la situazione in Eurolandia resta critica.


 


I prestiti della Bce alle banche irlandesi sono saliti del 4,9% a novembre a 136,40 miliardi di euro dai 130 miliardi di fine ottobre. Lo ha comunicato l’istituto di Francoforte, confermando il crescente ricorso degli istituti di Dublino al salvagente dell’Eurotower nella settimana che ha coinciso con i negoziati per approvare il pacchetto di aiuti da 85 miliardi al Paese.


 


Anche la Banca centrale di Dublino ha riproposto la stessa fotografia: dai dati diffusi dall’istituto irlandese emerge che a fine novembre la voce altri asset è balzata a 44,7 miliardi di euro da 34,6 miliardi. All’interno della voce senza però indicarne l’ammontare ci sono anche i prestiti eccezionali di liquidità per gli istituti di credito irlandesi in difficoltà. Sul listino milanese restano indietro la Bpm (-0,17% a 2,286 euro) mentre Unicredit cede lo 0,53% a 1,692 euro.


 


Venerdì, I. Picard, liquidatore della ex società di Madoff, ha concluso la lista della richiesta di risarcimenti. Tra le varie banche citate, spicca per l’ammontare di 58 miliardi di dollari richiesti a titolo di risarcimento, Bank Medici di Sonja Kohn, di cui Unicredit è azionista, detenendo una quota del 25%. Anche Bank of Austria, Unicredit, Pioneer, l’ex Amministratore Delegato del gruppo Alessandro Profumo, l’ex Vice Presidente Gutty, sono tra i citati in giudizio.