Crisi: dall’Eurogruppo spunta un possibile piano di sostegno alle banche europee

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Di fronte a una Dexia sull’orlo del fallimento e a una Deutsche Bank in profit warning, ecco che spunta un piano per sostenere il sistema bancario europeo. I ministri delle finanze dell’Eurozona, riuniti ieri a Lussemburgo, avrebbero deciso di agire per ricapitalizzare gli istituti finanziari in difficoltà in modo da allentare le tensioni sui mercati. L’indiscrezione, rivelata dal Financial Times, sembra già avere avuto i suoi effetti. Ieri Wall Street ha invertito la rotta sul finale, chiudendo in deciso rialzo (Dow Jones +1,44%, S&P500 +2,25 e Nasdaq +2,95%) e questa mattina le Borse del Vecchio continente hanno aperto con un rimbalzo intorno ai 2 punti percentuali.


Il possibile piano
Secondo quanto riportato dal Financial Times, i ministri delle finanze dei Paesi dell’Eurozona stanno studiando le modalità per ricapitalizzare le banche dopo aver giudicato necessario l’adottare ulteriori misure per ridare fiducia ai mercati. Il commissario europeo agli affari economici, Olli Rehn, avrebbe dichiarato che i capitali delle banche europei devono essere rinforzati per assicurare margini di sicurezza addizionali e ridurre dunque l’incertezza sull’intero comparto. Sono soprattutto gli istituti francesi e tedeschi i più esposti alla Grecia, con miliardi di euro investiti in bond ellenici. E così, l’invito lanciato mesi fa da Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale, sulla necessità di ricapitalizzare le banche sembra essere stato accolto. Secondo il Financial Times, i Paesi membri dovranno presentare alla prossima riunione dell’Eurogruppo, in agenda a fine mese, delle proposte concrete per come attuare il piano di sostegno alle banche.

Come attuarlo?
Il problema è proprio quello: dove prendere i soldi necessari per sostenere le banche, già aiutate nel 2008 senza un successo duraturo e in un momento in cui la priorità assoluta è ridurre il debito pubblico? Le ipotesi dei tecnici, illustrate da La Repubblica, sono tre. La prima prevede un intervento del governo nazionale su quegli istituti finanziari che presentano un livello di patrimonio primario (Core Tier 1) basso, attraverso il denaro pubblico. La seconda guarda invece alla Banca centrale europea. L’Eurotower potrebbe allungare le scadenze dei prestiti alle banche a fronte di alcune garanzie. La terza ipotesi prevede di ampliare la capacità di intervento dell’Efsf.

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