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Crisi Catalogna deprime Piazza Affari, tonfo di Fca e banche

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Giovedì difficile per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,99% a quota 22.133,21 punti. Nel giorno dell’anniversario dei 30 anni dal Black Monday, i mercati hanno dovuto fare i conti con l’aggravarsi della crisi legata alle richieste di indipendenza della Catalogna. Il governo Rajoy ha deciso di attivare l’articolo 155 della Costituzione, e di commissariare così la regione. Sul fronte macro la Cina ha impattato le attese a livello di crescita con Pil a +6,8% nel terzo trimestre dal +6,9% precedente.

Sul parterre milanese spicca il tonfo del titolo Fca scivolata sotto i 14 euro (-5,98% a 13,99 euro) dopo essere anche stato sospeso per eccesso di ribasso. Settimana prossima (24 ottobre) sono attesi i riscontri del terzo trimestre.
Profondo rosso per l’intero settore bancari con oltre -3% per Bper. male anche Unicredit (-1,58%) e Ubi Banca (-1,39%). Tra gli assicurativi giornata positiva per Unipol (+1,89%) su cui JP Morgan ha avviato la copertura con overweight.

Rimbalzo infine per Atlantia (+0,63% a 27,08 euro). Il mercato attende al varco Atlantia, chiamata a valutare se rilanciare su Abertis dopo che ieri Acs, attraverso la controllata tedesca Hochtief, ha alzato la posta offrendo 18,76 euro per azione, un valore superiore di 2,26 euro rispetto a quella di Atlantia. Un rilancio di Atlantia è ritenuto probabile e secondo Banca Akros si va verso un aumento della componente in contanti dell’offerta. “C’è spazio per aumentare il prezzo e generare valore – asserisce Banca Akros – con un’offerta 50% carta e 50% contanti a 19,5 euro creerebbe ancora valore per gli azionisti di Atlantia”.