Crisi: anche chi lavora sceglie di coabitare

Inviato da Redazione il Gio, 03/09/2009 - 14:56
Nelle grandi città italiane la coabitazione non è più solo un fenomeno studentesco. In tempi di crisi come questi, poter dividere le spese condominiali e le bollette diventa un modo per fronteggiare il carovita. E così quella che era considerata "un'esclusiva" degli studenti che andavano via di casa per frequentare l'università in un'altra città, adesso è diventata una realtà anche per coloro che negli atenei non ci mettono più piede da molti anni. Secondo i dati diffusi da www.immobiliare.it, il livello degli stipendi italiani (1.000 euro al mese il salario medio di un impiegato nel nostro Paese) spinge chi lavora nelle grandi città a stringere la cinghia e a optare per la condivisione dell'appartamento. Ed ecco che ben il 59% di chi ha un impiego nei grandi centri del Belpaese scegli la soluzione coabitazione. Una percentuale che diventa più comprensibile se si pensa al costo per l'affitto di un monolocale in una di queste città. A Milano si spendono circa 815 euro al mese, a Roma 755, a Firenze 710, a Torino 570, a Genova 490. Prezzi alle stelle anche a Venezia dove il prezzo per un monolocale sale fino a toccare quota 850 euro.
Sempre secondo lo studio presentato da Immobiliare.it, anche fra i circa 400 mila studenti universitari fuori sede la coabitazione rimane una realtà importante ed emerge che, nel 62% dei casi, si affittano camere singole, ma con il bagno in condivisione. Il costo medio è di 320 euro al mese e la dimensione oscilla fra gli 11 e i 15 metri quadri. Solo il 9% di chi affitta ha a disposizione una stanza di oltre 21 mq.
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