La crisi è costata alle banche francesi 33 mld, sotto controllo l'esposizione in Grecia

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 09/04/2010 - 12:24
Quotazione: CREDIT AGRICOLE

La crisi è costata alle banche francesi, dal giugno del 2007, una perdita di 33 miliardi di euro, 8,5 miliardi nel 2009 principalmente a causa degli asset tossici. La fotografia sul comparto del credito transalpino è stata scattata dal governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, durante la presentazione del rapporto annuale della Commissione bancaria. Lo scorso anno gli istituti transalpini hanno realizzato utili per 11,7 miliardi, mentre il margine di intermediazione è salito del 25%. Sotto controllo l'esposizione verso la Grecia, che raggiunge però circa 50 miliardi di euro ma "non suscita particolare preoccupazione", ha assicurato il governatore Noyer, ammettendo però che le autorità stanno "sorvegliando da vicino" la situazione.

L'esposizione delle banche francesi verso la Grecia resta comunque considerevole, ha spiegato Noyer, perché sono le uniche "ad avere filiali nel Paese ellenico". In effetti il Credit Agricole è presente tramite la controllata Emporiki, mentre Societè Generale controlla la banca Geniki. Alla Borsa di Atene, l'intero comparto ha ceduto da inizio settimana oltre il 13% e nei primi mesi dell'anno la caduta ha raggiunto il -25%. Per il governatore, quella delle banche francesi è "un'esposizione economica normale" e per la maggior parte è un rischio legato alla clientela privata greca. Quanto all'esposizione degli istituti d'Oltralpe ai titoli di Stati ellenici, "è di un ordine di grandezza che non è anormale rispetto alle altre banche europee", ha precisato Noyer. Ieri alla Borsa di Parigi i titoli bancari francesi hanno nuovamente accusato il colpo delle crescenti tensioni legate alla situazione delle finanze di Atene. Oggi invece si intravede una ripresa con il Credit Agricole che sale dello 0,73% e SocGen in progresso dello 0,77%.  

Oggi inoltre sono usciti i dati sulla produzione industriale francese a febbraio che è rimasta invariata rispetto al mese precedente, in linea con le attese degli analisti. L'istituto di statistica transalpino ha però rivisto il dato congiunturale di gennaio a +1,1% dallo scorso +1,6%. Inoltre la produzione del settore manifatturiero, esclusa quindi l'energia ma compreso il settore alimentare, è aumentata a febbraio dello 0,4% su mese dal +0,6% di gennaio.

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