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Creval: Moody’s taglia rating. Banca prende atto, ma non concorda su valutazioni

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L’agenzia Moody’s, a conclusione della revisione iniziata lo scorso 10 dicembre, ha tagliato il rating di lungo termine di Creval da Baa3 a Ba3, quello di breve termine da Prime-3 a Not-Prime e lo Standalone bank financial strength rating da D+ a E+ outlook stabile. Le motivazioni della riduzione sono da ricondurre al rapido deterioramento della redditività, principalmente per effetto del peggioramento della qualità del credito, in un contesto recessivo in Italia. Sulla base delle indicazioni macroeconomiche di Moody’s il costo del rischio di credito è previsto elevato nei prossimi uno – due anni. Di conseguenza, l’agenzia di rating ritiene che la redditività netta di Creval permanga debole nel medio periodo, con effetti sui livelli di capitale, che – sempre secondo le valutazioni di Moody’s – sono ritenuti bassi.
In una nota stampa Creval comunica di avere “preso atto delle decisioni dell’agenzia, ma esprime il proprio disaccordo sulle valutazioni espresse, che, ritiene, non riflettano pienamente la situazione attuale e prospettica del Gruppo e non tengano in adeguata considerazione gli importanti obiettivi raggiunti, in particolare per quanto concerne la posizione patrimoniale”. In particolare il Credito Valtellinese non concorda con le valutazioni sottostanti il downgrade, tenuto conto, da un lato, del progetto di ristrutturazione societaria implementato nel 2011 e 2012 che, anche in prospettiva, consentirà ulteriori riduzioni di costi operativi, e, dall’altro, delle iniziative di repricing varate alla fine del semestre che – unitamente alla messa a disposizione sulla rete della nuova Piattaforma Commerciale (Active Bank Creval) a supporto dell’attività di vendita – potranno consentire un significativo allargamento della base di ricavi. Non è stata inoltre considerata, secondo la banca, la ripresa del margine di interesse realizzata nel secondo trimestre, che, si ritiene, troverà ulteriore conferma nei prossimi trimestri per effetto delle predette iniziative varate dal gruppo. “Tutto ciò, a giudizio della banca, determinerà una ulteriore e progressiva ripresa della redditività operativa con conseguente aumento della loss absorption capacity del Gruppo. Va inoltre considerato che taluni recenti dati macroeconomici e di business riferiti all’Italia denotano una possibile ripresa dell’attività economica nell’ultima parte dell’anno, il che dovrebbe portare a un lento ma progressivo rientro dei livelli di costo del credito” si legge in una nota.