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Creval affonda in Borsa dopo downgrade Fitch. “Accesso capitali rischia di essere molto incerto”

QUOTAZIONI Credito Valtellinese

Una eventuale “incapacità di portare a termine” il piano che prevede l’aumento di capitale aumenta “il rischio che la banca fallisca, data la sua più limitata flessibilità finanziaria”,

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Il titolo Creval affonda a Piazza Affari, dopo l’annuncio di Fitch Ratings, che ha deciso di tagliare il rating sul debito della banca italiana da “BB-” a “B-“. Downgrade anche per il viability rating (VR, sceso da bb- a b-).

L’agenzia ha precisato che le valutazioni sono state poste sotto osservazione “in vista di evoluzioni” e ha motivato la decisione affermando che “le prospettive per la redditività del Credito Valtellinese si sono indebolite perché la decisione di accelerare in modo consistente la riduzione dei crediti deteriorati cristallizzerà le perdite“.

Il titolo viene sospeso più volte per eccesso di ribasso scontando il downgrade e alle 14.30 della sessione odierna capitola di oltre -13%, a 1,133 euro. Per buona parte della mattina, l’azione non è riuscita a fare prezzo e ha sofferto una flessione teorica di quasi -14%.

Fitch non fa nulla per nascondere i suoi timori sul piano che l’istituto ha annunciato per risolvere una volta per tutte la questione spinosa dei crediti deteriorati e per mettersi in sicurezza con un maxi aumento di capitale da 700 milioni di euro, molto più di quanto il mercato si aspettasse.

Si tratta di un piano – che copre gli anni 2018-2020 – sicuramente ambizioso, come sottolinea lo stesso nome 2018-2020 “RUN2 – Restart Under New-Normality”, ovvero “Riiniziare in un contesto di nuova normalità”.

Oltre all’aumento di capitale, Creval – ricorda l’agenzia di rating – “punta ad accelerare il processo di pulizia del proprio bilancio attraverso la vendita di crediti dubbi per un valore di 2,1 miliardi di euro, dopo aver riclassificato 800 milioni di prestiti come crediti dubbi dalla categoria precedente unlikely-to-pay”; fattore, quest’ultimo, che richiederà tra l’altro per Fitch “livelli di copertura più elevati al fine di consentirne lo smobilizzo”.

In particolare, il viability rating (VR) sul Creva “riflette la nostra opinione secondo cui i livelli di capitale non sarebbero commisurati ai rischi derivanti dal suo ampio stock di crediti deteriorati, mentre la capacità della banca di generare capitale internamente è estremamente debole“.

Infatti, “nonostante Creval abbia smobilizzato nel 2017 crediti dubbi per un valore di 1,4 miliardi di euro attraverso una cartolarizzazione che ha ridotto il ratio sui crediti deteriorati al 21% alla fine del terzo trimestre da oltre il 27% del primo semestre, “la strategia recentemente annunciata richiede che la banca sostenga ulteriori costi di svalutazione dei crediti pari a 772,5 milioni di euro per finanziare le dismissioni. E questi costi di svalutazione (loan impairment changes LIC) non sarebbero sostenibili ai livelli attuali di capitale, in assenza di iniziative di rafforzamento del capitale”.

“IL VR  riflette anche la convinzione di Fitch secondo cui l’aumento di capitale pianificato, che Creval prevede di completare entro la fine del primo trimestre del 2018, porti con sé elevati rischi di esecuzione, visto che il capitale richiesto è alto, rispetto alla capitalizzazione di mercato della banca e al common equity”.

A tal proposito, viene fatto anche notare che “nella settimana immediatamente successiva all’annuncio del piano, la capitalizzazione di mercato di Creval si è più che dimezzata“, elemento che “potrebbe indicare che l’accesso ai capitali per Creval sia altamente incerto”.

Una nota lievemente positiva, in tutto questo, c’è: Fitch ha posto sotto osservazione i rating IDR, di viability e di debito a lungo termine, sottolineando che il loro aggiornamento potrebbe avvenire anche in caso di successo del piano.

Allo stesso tempo, precisa poi l’agenzia, un eventuale fallimento dell’operazione di aumento di capitale potrebbe tradursi in un downgrade del Viability Rating, nel caso in cui dovessimo arrivare al punto di “credere che il rischio di un fallimento di Creval sia aumentato”.

Nella nota si fa comunque riferimento alla possibilità che il piano venga attuato con successo.

“Fitch riconosce che il successo nell’esecuzione del piano strategico annunciato ripristinerebbe
il bilancio di Creval, in quanto comporterebbe un notevole rafforzamento del capitale, il de-risking dei prestiti e una ripresa relativamente veloce della redditività, grazie all’assenza di elevati costi di svalutazione dei crediti, nel futuro”.

Tra l’altro, “la pulizia del portafoglio crediti porterebbe il rapporto tra le esposizioni deteriorate (Npe) calcolato dalla banca al 10,6% a fine 2018 e al 9,6% a fine 2020, un livello migliore rispetto alla media delle banche italiane.

Tuttavia, è altrettanto vero che tale livello “si confermerebbe comunque debole, facendo un paragone con le banche internazionali, mentre stimiamo che i crediti deteriorati non garantiti scenderebbero a poco più del 50% del Fitch Core Capital nel 2018”.