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Crescono nel 2006 i ricchi dell’area Asia-Pacifico

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Destinazione Singapore, India e Indonesia, non solo per fare un bel viaggio, ma anche per scovare i veri “Paperoni”. È stata la seconda edizione dello “Asia-Pacific wealth report”, presentata da Merrill Lynch e Capgemini, a  svelare che, alla fine dello scorso anno nell’area geografica Asia-Pacifico, gli “High Net Worth Individuals” (Hnwi), ovvero gli individui con un patrimonio finanziario netto superiore al milione di dollari, si attestavano a 2,6 milioni, ed erano in progresso dell’8,6% rispetto al 2005.


Un aumento favorito da due fattori: da un lato, la crescita del prodotto interno lordo (pil) e dall’altro lato, la capitalizzazione di mercato registrate nell’area considerata. Il fattore principe, che ha facilitato il rialzo di questi dati è stata, dunque, la forte crescita del Pil reale e della capitalizzazione dei mercati azionari. I Paesi di quest’area detengono i tassi di crescita del Pil fra i più elevati al mondo, con la Cina e l’India in testa. Ma non solo. Anche i tassi di propensione al risparmio, espressi in percentuale del Pil, sono stati maggiori rispetto ad altri mercati sviluppati, toccando in Cina, Singapore e Hong Kong il 40%.

Alla fine del 2006 in questa area la ricchezza complessiva dei ricchi dell’Asia-Pacifico era pari a 8,4 trilioni di dollari, in crescita di oltre dieci punti percentuali (+10,5%) rispetto al 2005, e si concentrava prevalentemente in Giappone e Cina, che pesavano rispettivamente per il 43,7% e il 20,6% della ricchezza di tutta l’area.


Dall’analisi è emerso che, a livello mondiale, considerati i dieci Paesi in cui gli Hnwi crescono più rapidamente, ben cinque si trovano nell’area Asia-Pacifico. Si tratta di Singapore, India, Indonesia, Corea e Hong Kong. In particolare a Singapore, in India e in Indonesia, il numero è salito rispettivamente del 21,2%, 20,5% e 16,0% (la crescita media registrata invece a livello mondiale è pari all”8,3%).


Ricchi con una forte propensione agli investimenti. Come emerge in una nota, la differenza da Paese a Paese sta nel  tipo di investimento che viene scelto. È così, ad esempio, che gli australiani hanno puntato il 37% del loro patrimonio in azioni. Anche in percentuali minori rispetto alla Terra dei canguri, ma nell’ex Celeste impero e in Indonesia il mercato azionario rimane una delle prime scelte sul fronte investimenti.