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Crescita Usa meno asfittica del previsto. A Milano il Ftse Mib rivede quota 15 mila punti

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Indicazioni parzialmente confortanti quelle arrivate oggi da oltreoceano. Il progresso dell’economia statunitense dell’1,3% annualizzato nel secondo trimestre rispetto al +1% della precedente lettura e il forte  calo delle richieste di sussidi hanno contribuito a migliorare l’umore dei mercati azionari europei che già nella prima parte della giornata si stavano muovendo in deciso rialzo in scia al via libera del Parlamento tedesco alla nuova versione del fondo salva-stati Efsf. Calo dell’avversione al rischio coinciso con un calo dei prezzi dei titoli di stato statunitensi e dei bund tedeschi, mentre sul valutario si deprezza lo yen a vantaggio delle commodity currencies.

 

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib si è portato sui massimi di giornata con un rialzo superiore al 2%. L’indice guida del listino milanese si è riportato sopra la soglia dei 15 mila punti, livello che non vedeva dallo scorso  2 settembre.

 

Rivista al rialzo la crescita del pil nel II trimestre
La terza lettura del prodotto interno lordo statunitense ha evidenziato un progresso dell’1,3% nel secondo trimestre 2011. Il consensus era fermo a +1,2% dal +1% della precedente lettura. A sorprendere in positivo è stata soprattutto la componente legata ai consumi personali, che ha fatto segnare un progresso dello 0,7% rispetto al +0,4% atteso dal mercato.


Buone indicazioni anche dal mercato del lavoro

Indicazioni confortanti anche dal mercato del lavoro. Nella settimana al 24 settembre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 391 mila unità. Gli analisti avevano pronosticato un calo a 420 mila dalle 428mila della settimana precedente.  Ieri il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha rimarcato che la debolezza del mercato del lavoro rappresenta una “crisi nazionale” e richiede un forte sforzo da parte della Casa Bianca e del Congresso Usa.
Il prossimo 7 ottobre è atteso il dato di settembre sulla disoccupazione Usa, vista stabile al 9,1%, con la creazione di 56mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli rispetto alla variazione nulla di agosto.