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Crescita interna cinese e valutazioni dei titoli giapponesi i driver per il futuro dei mercati asiatici

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“Il driver principale del futuro in Asia sarà la Cina con una crescita dei paesi circostanti strettamente collegata con quella cinese.” A parlare è Marcel Zimmermann,  advisor del fondo Lemanik Asian Opportunity (performance +34,30% da inizio anno), secondo cui, “le valutazioni attuali riflettono lo scenario incerto dell’economia, anche se, vediamo questo come opportunità di accumulare titoli attrattivi in un paese dove un fattore di crescita molto importante a medio termine è lo sviluppo della classe media. Tali valutazioni sono attualmente sotto pressione a causa di fattori temporanei”.

Il Governo cinese ha accettato un rallentamento economico, favorendo una transizione dell’economia verso investimenti privati e consumi interni, per questo, secondo Zimmermann, “a breve termine (2‐3 anni) la transizione comporterà un rallentamento degli investimenti infrastrutturali ed una riduzione di domanda per le commodities. Tuttavia, il successo della nuova politica domestica dovrebbe comunque stabilizzare e ribilanciare l’economia verso una crescita più diversificata”.

Buone notizie anche dal Giappone, le cui valutazioni attuali a medio termine sono ancora attrattive, infatti, secondo Zimmerman, “nonostante l’importante espansione della massa monetaria avrà un effetto reale sull’economia con ritardo, le aspettative inflazionistiche sono nettamente salite e stimoleranno sia il consumo sia lo spostamento degli investimenti verso beni che proteggono dall’inflazione e dai tassi reali negativi, come quelli immobiliari o azionari”. 

L’esposizione del Lemanik Asian Opportunity, fondo lanciato nel 1998 e gestito da Lemanik Asset Management SA, verso l’area riflette queste riflessioni con un’esposizione predominante sia sul Giappone, Paese che pesa per il 68% sulla composizione del fondo, sia sulla Cina (13%).