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Crescita economica sotto le stime spinge al ribasso il dollaro

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Incremento minore in tre anni per il Prodotto interno lordo della prima economia. Il dato relativo il Pil statunitense dei primi tre mesi oggi ha stupito tutti evidenziando un incremento di appena lo 0,1%, contro il +2,6% degli ultimi tre mesi del 2013. Nonostante un rallentamento dell’attività economica in scia dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito gli States a gennaio a febbraio fosse nell’aria, il dato ha nettamente colto di sorpresa gli analisti (il consenso era fissato all’1,2%).

Nonostante questi numeri, la view sull’economia statunitense resta improntata a un ottimismo che oggi ha trovato conferma nel Pmi di Chicago, in aumento da 55,9 a 63 punti, e nelle +220 mila buste paga della stima Adp (entrambi gli indici sono relativi il mese di aprile).

In questo contesto, e in attesa del nuovo taglio da 55 a 45 miliardi mensili del piano di acquisto asset, l’indice del dollaro si è spinto ai minimi da quasi tre settimane a 79,456 punti.

“Nonostante il forte rallentamento della crescita delle attività economiche negli States, manteniamo comunque inalterate le nostre attese sulle prossime strategie monetarie della banca centrale”, si legge nel Forex Insight di IG preparato da Filippo A. Diodovich. “Riteniamo -continua l’esperto- che i tassi d’interesse rimarranno invariati su livelli bassi e si continuerà il processo di tapering”.

Sceso fino a 1,3773 in scia dell’andamento dei prezzi di Eurolandia ad aprile (+0,7% a/a), l’incrocio con la moneta unica nel pomeriggio è tornato a salire e attualmente passa di mano a 1,3864 dollari. “Per inviare concreti segnali di crescita il cambio dovrà superare la resistenza statica posizionata in area 1,39, condizione che getterebbe le basi per un ulteriore allungo in direzione degli obiettivi a 1,3967, livello strategico non solo in ottica di breve termine”, sottolinea Diodovich.