1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Cresce l’interesse degli investitori europei per le opzioni, strumento poliedrico da avere in portafoglio

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Il mercato delle opzioni nell’ultimo decennio è stato protagonista di un vero e proprio boom: nel periodo 2001-2010 il tasso annuo medio di crescita di questo tipo di strumenti è stato del 24% per il mercato statunitense. Segno positivo, ma contenuto al 5%, per il CAGR delle opzioni in Europa. Se nel biennio 20011-2003 l’evoluzione delle negoziazioni di opzioni è stato quasi simile su entrambe le rive dell’Atlantico, la vera divergenza si è venuta a creare dal 2006 in poi. Nel 2013 la crescita è stata del 6,4%. Questi i dati messi in evidenzia da OIC, l’Options Industry Council.

A detta di Gary Delany, Direttore per l’Europa dell’organismo deputato a formare e spiegare il funzionamento e le strategie strutturabili tramite le opzioni agli investitori, vi sono diverse ragioni legate al differente tasso di crescita tra America e Europa. “Da un lato la crescita messa a segno dai listini azionari statunitensi negli ultimi anni, dall’altro la differente filosofia degli investitori: in Europa in genere le scelte di investimento vengono delegate, in Usa invece vengono prese direttamente dall’investitore”.

Vi sono poi elementi strutturali legati a questa divergenza quali, per esempio, la maggior liquidità presente nei mercati a stelle e strisce e il minor peso degli scambi OTC. In America solo il 25% degli scambi avviene Over The Counter, in Europa sale al 75%. “Un minor peso delle negoziazioni OTC avrebe ripercussioni positive sulla liquidità”, evidenzia Delany, secondo cui” un traino è legato anche alla tassazione: basti pensare alla Tobin Tax che è stata introdotta in Italia e in Francia che gioca a sfavore del possesso diretto di titoli azionari”.

Qualcosa però sta cambiando nella mentalità degli investitori del Vecchio Continente, sempre più attratti da questo tipo di strumenti in un’ottica di diversificazione del proprio portafoglio. Basti pensare che nel 2011 circa il 10% delle transazioni quotidiane di opzioni su indici e titoli americani è compiuta da investitori europei. Nel 2013 in America sono stati scambiati in media 3,9 milioni di contratti.

L’appeal di questo tipo di strumento è legato alla sua versatilità: da un lato strumento capace di aggiungere Alfa al portafoglio grazie all’effetto leva incorporato, dall’altro prodotto che consente di sfruttare la volatilità dei mercati. Senza dimenticare altri elementi di non secondaria importanza: la copertura del portafoglio, la diversificazioni degli asset in portafoglio e l’incremento della resa delle azioni detenute dato dall’incasso del premio in caso di vendita dell’opzione put.

Partendo da queste evidenze, Saxo Bank ha deciso di arricchire la propria offerta consentendo ai propri clienti di prendere posizione sulle opzioni delle 50 maggiori e più liquide società statunitensi e sulle 100 maggiori europee. L’offerta è stata allargata anche alle 30 principali realtà presenti sul mercato azionario australiano e alle 20 della Borsa di Hong Kong. Offerta che entro fine 2014 dovrebbe salire a 350 opzioni.

“La nostra offerta già prima permetteva ai nostri clienti di poter scegliere tra 250.000 strumenti finanziari tra azioni, obbligazioni, valute, indici, materie prime e CFD”, ha presentato la nuova offerta Alan Plaugmann, Head of Platforms & Products di Saxo Bank, evidenziando come il lancio delle nuove opzioni rappresenti “un ulteriore tassello che completa l’offerta multi-asset della banca”. Potendo scegliere da un unico conto come e dove impiegare i propri risparmi, gli investitori hanno infatti la possibilità di monitorare costantemente l’andamento del proprio portafoglio. Con un vantaggio dato da una visione complessiva del rischio e dei potenziali guadagni.

“Così come nostra tradizione, abbiamo mantenuto un focus e un’attenzione sulla tecnologia dei nostri sistemi, costruendo una piattaforma user friendly e che segue i modelli dei terminali più prestigiosi quali Bloomberg e Reuters”, ha aggiunto Plaugmann, rimarcando come “non abbiamo voluto trascurare l’aspetto dedicato alla formazione dei nostri clienti”. Proprio per questo Saxo Bank e OIC collaboreranno in un’ottica educational, con l’organismo nato nel 1992 che spiegherà quali strategie possono essere sviluppate con l’uso delle opzioni, i vantaggi e rischi di questo tipo di strumenti.