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Cresce il fronte anti-Bitcoin. Bocciato anche da Stephen Roach (ex Morgan Stanley) e banca centrale Cina

Occhio anche all’articolo recente pubblicato sul quotidiano francese La Tribune dall’economista Eric Pichet.

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Bitcoin sotto attacco: nuovi avvertimenti sul suo rally esplosivo sono arrivati nelle ultime ore dal noto economista Stephen Roach e dalla stessa banca centrale cinese.

In un’intervista rilasciata alla Cnbc Roach, professore presso la Yale University ed ex responsabile economista di Morgan Stanley, ha affermato che il Bitcoin è una “pericolosa bolla speculativa”, e “un concetto tossico per gli investitori”.

Nel motivare la sua dichiarazione, Roach ha fatto notare di non aver mai assistito a nessuno strumento finanziario i cui prezzi riportassero un trend verticale nel vero senso della parola.

“E il Bitcoin mostra il trend più verticale che abbia mai visto nella mia carriera”.

Le quotazioni della criptovaluta hanno guadagnato più del 1000% quest’anno e nelle ultime ore hanno inanellato nuovi record, volando in prossimità dei 12.000 dollari, sulla scia dell’interesse degli investitori retail e istituzionali, alimentato anche dalla legittimazione arrivata da alcuni tra i mercati più importanti al mondo.

Le piattaforme di scambio come il CME e il CBOE hanno a tal proposito annunciato piani per lanciare contratti futures sul Bitcoin.

Ma per Roach la nuova scommessa degli investitori presenta “aspetti pericolosi”, anche per “l’assenza di un valore economico intrinseco”.

Di conseguenza, “come tutte le bolle, scoppierà – ha detto il professore – Andrà giù, e chi si sarà posizionato alla fine soffrirà il danno peggiore, su questo non c’è dubbio“.

Bitcoin nel mirino anche della People’s Bank of China, che già qualche mese fa aveva messo al bando le ICO, (Initial Coin Offering) ovvero le emissioni di monete digitali per finanziare nuovi progetti, chiudendo anche alcune piattaforme di scambio della moneta digitale.

Così, in una recente intervista Pan Gongsheng, vice numero uno della People’s Bank of China, ha motivato la decisione dell’istituto:

“Se non avessimo chiuso le piattaforme di scambio del Bitcoin e vietato le ICO, mesi fa, se la Cina incidesse tuttora per più dell’80% sulle operazioni di trading sul Bitcoin e sulla raccolta fondi, attraverso le ICO, cosa sarebbe accaduto oggi? Il solo pormi questo interrogativo mi spaventa”.

Pan si è detto d’accordo con l’articolo recente pubblicato sul quotidiano francese La Tribune dall’economista Eric Pichet.

Professore presso il Kedge Business School, in Francia, anche Pichet crede che il Bitcoin sia una bolla che attende solo di esplodere, così come è accaduto a quella dei tulipani nel 1600 e quella Internet del 2000.

A suo avviso il Bitcoin è destinato a morire, magari con un attacco hacker che metterà KO la tecnologia blockchain che lo supporta, o attraverso un divieto proveniente dai governi di tutto il mondo.

Pichet ha citato Keynes:

“I mercati possono rimanere irrazionali più a lungo di quanto voi possiate rimanere solventi”.

Il consiglio dell’economista è, così, il seguente:

“C’è solo una cosa da fare: sedersi sulla riva del fiume e aspettare che, prima o poi, passi il cadavere nel Bitcoin”.