Cresce l'attesa per la conferenza della Fed: i mercati pendono dalle labbra di Bernanke

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 22/06/2011 - 17:16

Da una sponda all'altra dell'Atlantico è la Federal Reserve la protagonista della giornata. Tra poche ore, intorno alle 18.30 italiane, arriverà la decisione del Fomc, il braccio operativo della Fed, che, secondo le attese dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati allo 0,25%. E dovrebbe essere ribadito una volta di più l'impegno a mantenere il costo del denaro basso per un prolungato periodo di tempo.

Ma l'attenzione degli operatori non sarà tanto focalizzata sulle decisioni del Fomc, che non dovrebbe riservare sorprese, quanto sulle parole che verranno pronunciate dal governatore della Banca centrale americana, Ben Bernanke. Questa sera, infatti, intorno alle 20.15 italiane è attesa la seconda conferenza stampa della Fed. Secondo gli esperti, dalle dichiarazioni di Bernanke potrebbero arrivare interessanti indicazioni sia sullo stato di salute in cui versa l'economia a stelle e strisce sia sul futuro del piano QE2 in scadenza a fine giugno. Al momento le possibilità che ci sia un'estensione del QE2 oltre il 30 giugno, sostengono gli esperti, sono molto basse.
Un sondaggio condotto da Bloomberg News mette in evidenza come il 69% degli intervistati non creda in un QE-atto terzo. Una percentuale maggiore, pari a circa il 79%, ritiene, invece, possibile il mantenimento dell'attuale livello di asset in portafoglio fino a fine 2011.
Il piano di acquisti della Fed sta dunque per giungere al termine ed è il momento di fare un primo bilancio. "Ha funzionato o è stato una perdita di soldi?". Questa la domanda che in molti si pongono. Come accade in molti casi la verità sta nel mezzo: l'eredità che lascia è "mista". E' quanto riporta il Wall Street Journal, mettendo in evidenza come "il piano sia stato da una parte  in grado di bloccare la deflazione, ma dall'altra non sia riuscito a dare una spinta decisiva all'economia".

Guardando all'economia Usa, questo "soft patch" (ossia la debolezza temporanea dell'economia e dei mercati) è davvero un "soft patch"? Di fronte al dilemma quasi Shakespeariano, gli analisti di Société Générale mantengono la loro tesi, secondo cui il recente rallentamento è temporaneo e la  crescita subirà un'accellerazione  nella seconda parte dell'anno.  Guardando all'incontro del Fomc, la Fed sembra pronta a mantenere due posizioni: il recente rallentamento è temporaneo e la fine del QE2 non turberà i mercati. Nell'attesa la soluzione migliore resta quella di attendere e vede cosa accadrà. Société Générale ha tracciato le possibili  tappe dell'uscita:

Giugno 2011 - Fine del QE2
Settembre 2011 - Stop al reinvestimento delle mortgage backed securities (mbs)
Dicembre 2011 - Cambia il linguaggio: eliminata indicazione su tassi che rimarranno su livelli eccezionalmente bassi per un periodo esteso di tempo
Terzo trimestre 2012 - Rialzo del costo del denaro

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