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Cresce l’appetito per l’high yield. Soprattutto nel segmento “meno liquido”

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Dopo una pesante ondata di vendite nelle prime sei settimane del 2016, l’high yield ha offerto buoni rendimenti agli investitori che hanno deciso di mantenere la rotta. Ma che cosa riserva il futuro a questa categoria? “Pur considerando la forte ripresa rispetto ai minimi segnati l’11 febbraio – spiega Tim Dowling, Head of Credit Investments e Lead Portfolio Manager Global High Yield di NN Investment Partners – riteniamo che nei prossimi mesi il mercato dei titoli ad alto rendimento continuerà a rimbalzare da una situazione di ipervenduto, ma non prevediamo un’imminente inversione delle condizioni di scarsa liquidità che hanno caratterizzato l’ultimo anno“.
 
Scarsa liquidità…..
In sintesi, nell’attuale contesto di bassi tassi di interesse, l’high yield si distingue come un’asset class in grado di offrire rendimenti potenzialmente interessanti. Anche dopo il forte rally dai minimi di metà febbraio, infatti, gli spread high yield sono solo leggermente inferiori rispetto ai livelli di fine anno e risultano storicamente elevati per un periodo non recessivo. Inoltre, come spiega NN IP, gli spread elevati saranno più che sufficienti a compensare i prossimi default, che probabilmente si concentreranno nei settori energia e metallurgico-minerario a causa del diffondersi degli effetti della flessione delle materie prime in tutto il mercato. Ma, nello scegliere tra i vari strumenti high yield, gli investitori dovranno considerare con attenzione il possibile impatto della bassa liquidità sui loro rendimenti.
…. ma alti rendimenti
 
Com’era prevedibile, le obbligazioni relativamente liquide sono diventate molto costose rispetto alle controparti meno liquide, che spesso hanno dimensioni inferiori, sono alquanto rischiose per il maggior grado di leverage, oppure sono emesse da società private con scarsa trasparenza sui dati finanziari. “I rendimenti di queste emissioni meno liquide – dice Dowling – sono talvolta più che doppi rispetto a quelli delle controparti più liquide. E, sebbene le condizioni di liquidità difficilmente miglioreranno nell’immediato, riteniamo che sfruttare il premio di rendimento offerto da queste emissioni meno liquide nell’ambito di un approccio globale all’high yield sarà la strategia vincente“. In sintesi, i titoli degli emittenti minori possono offrire un importante contributo al rendimento del portafoglio.
 
Portafoglio high yield
Quali opzioni hanno gli investitori per cogliere le opportunità offerte dal segmento meno liquido dell’high yield? Secondo NNIP, per un investitore che decida di acquistare direttamente obbligazioni ad alto rendimento la scelta di emissioni meno liquide può causare una certa volatilità dei rendimenti. Se si acquista direttamente, quindi, sarebbe meglio focalizzarsi su emittenti solidi e di maggiori dimensioni. “Se il rally del mercato proseguirà, le obbligazioni meno liquide potranno generare una performance superiore rispetto alle controparti più liquide”, spiega Dowling. Che però conclude: “Ma a un certo punto questa opportunità non offrirà più una combinazione di carry più elevato e guadagni di capitale, bensì solo un carry più elevato. Riteniamo in ogni caso che il mercato abbia ancora molto spazio per crescere prima che questo possa accadere“.