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Credito alle famiglie torna a indebolirsi nella seconda parte dell’anno. Ripresa attesa dal 2013

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Il credito alle famiglie torna indebolirsi nella seconda parte dell’anno a causa del peggioramento dello scenario economico e finanziario. La conferma è il trend ancora negativo per le erogazioni di credito al consumo. La sorpresa negativa è il deciso calo dei mutui immobiliari, che avevano evidenziato una tenuta nella prima parte dell’anno rappresentando un’importante alternativa di investimento per le famiglie in un contesto di elevata incertezza sui mercati finanziari e di bassi tassi di interesse. A partire dai mesi estivi la tendenza si è invertita: sono arrivati nuovi segnali di rallentamento anche da questo fronte. E le prospettive future? E’ atteso un ulteriore rallentamento: le performance potrebbero migliorare, seppur in modo molto contenuto, solo a partire dal 2013. Sono questi in estrema sintesi i punti salienti della trentunesima edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio realizzato e diffuso oggi da Assofin, Crif e Prometeia. 

Credito al consumo: mercato fatica a riprendersi
Nei primi nove mesi del 2011 le erogazioni di credito al consumo hanno continuato a mostrare un trend negativo (-1,4%), ma in miglioramento rispetto ai due anni precedenti (-5,2% nel 2010 e -11,2% nel 2009). Il mercato stenta a riprendersi, dunque. Risente soprattutto del “difficile quadro macroeconomico, ma anche del nuovo contesto normativo, che ha impegnato gli operatori in un imponente sforzo di adeguamento, anche tramite profonde riorganizzazioni del business”.
Il calo delle erogazioni accomuna la maggioranza dei prodotti di credito al consumo, con un’eccezione: i prestiti personali. Si confermano infatti il prodotto con l’evoluzione migliore (+5,8% nei primi nove mesi del 2011), sebbene in progressiva decelerazione nel corso dell’anno.
Mutui immobiliari in frenata
Non arrivano indicazioni positive dai mutui immobiliari dopo la relativa tenuta vista nei primi tre mesi dell’anno. Il peggioramento della congiuntura economica e della crisi del debito sovrano in Europa si sono riflessi in una maggiore fragilità finanziaria delle famiglie e in una crescente incertezza e cautela nelle decisioni di indebitamento. Non solo, sono aumentati anche i vincoli dell’offerta. E così il bilancio dei primi nove mesi del 2011 è negativo, con una decisa riduzione delle erogazioni sia dei mutui per acquisto di immobili (-5,7%), sia degli “altri mutui” (-11,7%), a causa principalmente del crollo delle surroghe e delle sostituzioni, penalizzate dal crescente aumento degli spread applicati che le ha rese in molti casi non più vantaggiose per le famiglie.
Prospettive: solo nel 2013 l’andamento potrebbe migliorare
Alla luce del difficile contesto economico e sulle accresciute incertezze sui tempi di ripresa il mercato  del credito alle famiglie è destinato a rallentare anche negli ultimi mesi del 2011. Stando a quanto emerge dell’osservatorio sul credito al dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia  le attese per il 2012 sono di un’ulteriore contrazione dei consumi, e solo nel 2013 l’andamento potrebbe migliorare, ma in modo molto contenuto.
La domanda di credito è, quindi, attesa in ulteriore riduzione, penalizzata dall’evoluzione del reddito disponibile in un contesto di debolezza del mercato del lavoro. Inoltre le tensioni sui mercati finanziari determineranno un orientamento ancora restrittivo delle condizioni di offerta.