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Credito al consumo, a chiederlo 360 mila pensionati italiani

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Il credito al consumo non conosce limiti d’età: secondo l’analisi di Prestiti.it il 6,5% delle richieste di prestito personale arriva da pensionati. In numeri, si parla di 360 mila italiani in pensione che nell’ultimo anno hanno avuto necessità di ricorrere al credito al consumo. Quasi mille anziani al giorno, quindi, a rappresentare un fenomeno con cui è ormai necessario fare i conti, se si pensa che il 46,5% di italiani è andata in pensione con meno di mille euro al mese (dati Istat) e necessiti perciò di un aiuto per arrivare a fine mese.
Secondo Prestiti.it il pensionato che fa domanda di prestito ha in media 62 anni, cerca un finanziamento di circa 16 mila euro e vorrebbe rimborsarlo in 67 mesi, quindi più di 5 anni e mezzo. Le richieste arrivano prevalentemente da uomini, che rappresentano ben il 75% del totale; le donne, dal canto loro, si accontentano di una cifra più bassa, pari a 14.500 euro. La somma e la durata del prestito si convertono in una rata media mensile che oscilla, quindi, attorno ai 300 euro.
Un numero così alto di richiedenti rivela come la congiuntura economica abbia messo in difficoltà una fetta considerevole della popolazione italiana. Più di un quarto del campione infatti (il 26%) chiede un prestito per avere una maggiore disponibilità di contante con cui affrontare le spese quotidiane; seguono, nell’ordine, le richieste di chi ha bisogno di denaro per ristrutturare casa (22,8%), e per comprare un’auto (12%). L’11,1%, poi, ha bisogno di un prestito per consolidare i propri debiti, vale a dire per riunire i finanziamenti già in corso creando un unico prestito.
A livello regionale, le aree in cui la percentuale di richieste da parte di pensionati supera notevolmente la media nazionale sono la Campania e la Puglia: qui arrivano a rappresentare il 7,6% del totale. È dai pensionati campani, in particolare, che arriva ben il 14% del totale nazionale. Per quanto riguarda gli importi, guidano la classifica la Basilicata (con 21 mila euro), la Sardegna (20 mila euro) e la Lombardia (18.500 euro). Decisamente inferiori le somme richieste in Emilia Romagna (14.500 euro) e Friuli Venezia Giulia (15.500 euro).