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Credit Suisse vede un marzo critico e una perdita nel trimestre

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Credit Suisse si attende di chiudere i primi tre mesi del 2007 con la prima perdita trimestrale da quasi cinque anni. Si tratta di una brusca svolta rispetto a quanto comunicato in precedenza e anche rispetto ai risultati delle banche Usa comunicati negli scorsi giorni, che erano serviti a far recuperare almeno un po’ di fiducia al mercato. Lehman Brothers, Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno infatti riportato risultati del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2008 in utile e nettamente al di sopra delle attese.


 

La differenza però sta tutta nel termine “fiscale”. Per le banche di Wall Street infatti il trimestre si è chiuso al 29 febbraio. Nei conti non rientrano dunque i numeri delle prime settimane di marzo, caratterizzate da un ritorno di fiamma della crisi del credito. Non è un caso che la stessa Credit Suisse abbia citato “condizioni di mercato impegnative” proprio nel mese di marzo a motivo della previsione di perdita.


 


Nel dettaglio la banca elvetica ha fissato in 2,86 miliardi di franchi (200 milioni in meno rispetto a quanto precedentemente stimato) le svalutazioni registrate a cavallo tra l’ultimo trimestre del 2007 e il primo del 2008, specificando che la quota da riferire a tale ultimo periodo è pari a 1,68 miliardi. Nell’ambito dell’annuncio la banca ha anche reso noto di aver rivisto i risultati delle attività correnti del 2007, riducendoli del 6% a 7,8 miliardi e di aver rivisto da 789 a 540 milioni il risultato complessivo del 2007.


 


Intanto sempre sul fronte bancario sembra allargarsi negli Stati Uniti la fronda degli azionisti di Bear Stearns contrari alla cessione a Jp Morgan. Il miliardario Joseph Lewis ha già minacciato di opporsi alla transazione, che prevede uno scambio azionario che valuterebbe ogni titolo Bear Stearns solo 2 dollari. E anche il mercato scommette su un esito diverso da quello prospettato solo pochi giorni fa. Il titolo della banca d’affari in crisi ha infatti chiuso le contrattazioni a Wall Street a un valore più che doppio rispetto all’offerta di salvataggio, 5,33 dollari, recuperando nell’after hour il 2,4%. Oggi anche Bear Stearns presenterà i risultati del primo trimestre fiscale.