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Credit Suisse chiude il 2015 con un rosso da 2,6 miliardi, accelera sul taglio dei costi

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Il 2015 si è chiuso con un bilancio in profondo rosso per Credit Suisse. Per la prima volta dal 2008, la banca elvetica, la seconda per capitalizzazione, ha archiviato il 2015 con una perdita netta di 2,9 miliardi di franchi, vale a dire 2,6 miliardi di euro, contro l’utile di 1,9 miliardi di franchi dell’anno precedente. Prima delle imposte la perdita si attesta a 2,42 miliardi, oltre le attese degli analisti ferme a un -2,09 miliardi. In Borsa la reazione ai conti è decisamente negativa: questa mattina il titolo Credit Suisse cede oltre l’11% sulla Borsa di Zurigo. La sua caduta fa seguito a quella della sua connazionale Ubs, colpita dalle vendite solo ieri
Svalutazioni, costi di ristrutturazione e spese legali affossano i conti
A pesare sul risultato diversi fattori, a cominciare dalla svalutazione dell’avviamento pari a 3,8 miliardi di franchi svizzeri, principalmente connessa all’acquisizione nel 2000 della banca statunitense Donaldson, Lufkin & Jenrette. A questa posta negativa si sono aggiunte le significative spese per contenziosi, pari a 821 milioni, e nel quarto trimestre sono emersi costi di ristrutturazione di 355 milioni legati al piano strategico. 
Ma sul risultato ha pesato anche il contesto di mercato, peggiorato nell’ultimo scorcio del 2015: “volatilità, pressioni sulla liquidità dei mercati, forte calo dei prezzi petroliferi, ampliamento degli spread creditizi, situazione costante di incertezza legata all’asincronia delle politiche monetarie e notevoli volumi di riscatti da fondi d’investimento da parte degli operatori di mercato, con effetti negativi sui prezzi”, ha indicato Tidjane Thiam, amministratore delegato del gruppo. 

Buona la performance nel Wealth Management, sì al dividendo a 0,70 franchi
Dal bilancio emerge però la buona performance dell’attività del Wealth Management, sia nei mercati emergenti che nelle economie avanzate, attività su cui si sta rifocalizzato la banca. “L’utile ante imposte rettificato e la raccolta netta per l’intero esercizio 2015 fatti registrare dalla divisione Asia-Pacifico sono i migliori mai realizzati”, ha fatto sapere Credit Suisse.
Nonostante la prima perdita registrata dall’inizio della crisi finanziaria, l’istituto ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,7 franchi svizzeri, prelevabili da riserva. A scelta dell’azionista, la distribuzione sarà in contanti oppure in nuove azioni di Credit Suisse. 
Accelerare sul taglio dei costi
“Dato il contesto operativo particolarmente difficile nel quale ci troviamo ad operare, nel quarto trimestre abbiamo deciso di accelerare l’attuazione del programma di risparmio sui costi in tutta la banca”, ha detto Thiam. La banca sta tagliando circa 4.000 posti di lavoro tra collaboratori, contractor e consulenti, e insieme alle misure già attuate negli ultimi mesi del 2015, Credit Suisse ha portato a termine ad oggi il 34% delle misure in programma entro il 2018 o 1,2 miliardi dei 3,5 miliardi pianificati.
Contesto avverso anche a inizio 2016
Guardando avanti, Credit Suisse si astiene dal fare previsioni a causa di un contesto volatile e ancora difficile. “È evidente che il clima si è notevolmente deteriorato nel corso del quarto trimestre e al momento non è possibile fare previsioni sui tempi di inversione dei trend negativi instauratisi sui mercati finanziari e nell’economia mondiale”, afferma l’amministratore delegato. “Nel mese di gennaio – prosegue Thiam – le condizioni dei mercati sono rimaste comunque difficili e prevediamo che la volatilità continui per il resto del trimestre, con il persistere dei problemi a livello macroeconomico. Da parte nostra ci aspettiamo di progredire ulteriormente nelle dimensioni chiave della nostra strategia continuando nella ristrutturazione della banca al fine di posizionarla al meglio per il futuro, oltre il 2016″.