Crack Parmalat, rinviato a giudizio Tanzi

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Giornata di conti e novità in arrivo dal fronte processuale per Parmalat. È stato rinviato a giudizio dal gup di Parma, Domenico Truppa, l’ex patron del gruppo alimentare di Collechio, Calisto Tanzi, per i reati di associazione a delinquere e concorso in bancarotta fraudolenta.  È  stato, invece, prosciolto da capi d’accusa e sottoaccusa, come l’associazione a delinquere relativa alla quotazione in Borsa. Rinviati a giudizio anche gli altri 22 imputati coinvolti crack dell’azienda. Questo è quanto è emerso dall’ultima udienza preliminare, prima dell’inizio del dibattimento che si terrà, con tutta probabilità, il 14 marzo prossimo.


Ma oggi è stato anche il giorno dei tanti piccoli risparmiatori che hanno pagato a caro prezzo il crac da 14 miliardi dell’azienda di Parma. Il gup Truppa ha, infatti, riconosciuto in 40 milioni il rimborso, come danno morale ai 35 mila risparmiatori. È quanto ha riferito l’avvocato del gruppo SanPaolo-Imi, Carlo Federico Grosso. “I 40 milioni – ha spiegato Grosso – sono il 10% di quanto investito dai risparmiatori, ovvero 400 milioni di euro”. Il risarcimento spetterà a tre imputati, condannati con rito abbreviato, Luciano Del Soldato, ex direttore finanziario di Parmalat, Giampaolo Zini, inventore del fondo Epicurum e Maurizio Bianchi, revisore tra il ’94 e il 2001 di Parmalat.

Rinvio a giudizio anche per l’ex amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe e per il numero dell’istituto capitolino, Cesare Geronzi, coinvolti nel caso Ciappazzi relativo alla vendita dell’omonima azienda di acque minerali che Calisto Tanzi acquistò da Giuseppe Ciarrapico. In pratica, secondo il gup Tanzi fu “obbligato” dai vertici di Capitalia ad acquistare quella società che in quel periodo aveva dei problemi. Immediate le repliche dei legali di Geronzi che hanno definito “sorprendente” il provvedimento. Per quanto riguarda la posizione del presidente Geronzi non vi è alcuna prova del suo coinvolgimento.


Come anticipato, oggi, è anche giornata di conti per Parmalat. La società ha archiviato il primo semestre, chiuso al 30 giugno 2007, con il fatturato netto consolidato pari a 1.811,6 milioni di euro, in aumento del 2,8% rispetto a 1.761,8 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. In salita anche il margine operativo lordo che si è attestato a 163,3 milioni di euro in aumento di 5,8 milioni di euro rispetto ai 157,5 milioni di euro dell’anno precedente. Un andamento da imputare alle performance della consociata venezuelana, nonché all’aumento del prezzo internazionale della materia prima latte. Un ritocco all’insù che deriva dalla flessione dell’offerta determinato sia dalle condizioni climatiche sfavorevoli sia dallo spostamento, in alcune aree, verso processi di trasformazione della materia prima in latte in polvere.
Se poi si focalizza l’attenzione solo all’Italia i dati relativi al primo semestre 2007 beneficiano dell’ingresso nell’azienda di Collecchio di Newlat e Carnini entrate nell’ottobre 2006 nell’area consolidamento. Inoltre, il fatturato netto è salito da 499,1 milioni di euro nel primo semestre 2006 a 560,3 milioni di euro nel primo semestre 2007 con volumi in crescita. Notizie positive anche per il margine operativo lordo ( 48,1 milioni di euro nel primo semestre 2006) in crescita a 55,9 milioni di euro nel primo semestre 2007: Carnini e Newlat contribuiscono per 3,3 milioni di euro.


(Notizia aggiornata alle 16.39)

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