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Covip, cresce la previdenza complementare in Italia

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I lavoratori iscritti alle forme pensionistiche complementari sono raddoppiati alla fine del primo semestre del 2007. È la Commissione di vigilanza sui fondi (Covip) a fare il punto della situazione nei primi sei mesi di avvio della riforma del trattamento di fine rapporto (Tfr). E lo ha fatto in occasione della relazione annuale della Covip durante la quale il presidente Luigi Scimia ha reso noto che sono stati circa 900 mila i lavoratori che hanno scelto di destinare il loro tfr presso i fondi pensione.


“Nel complesso, l’incremento delle adesioni registrato nel primo semestre dell’anno costituisce un risultato positivo – ha spiegato Scimia – tenuto anche conto dell’accelerazione impressa dall’anticipo dell’entrata in vigore della riforma e del conseguente intenso coinvolgimento delle forme pensionistiche complementari nell’adeguamento alla nuova normativa di settore. Tuttavia, rimane una platea di lavoratori ancora troppo ampia che, optando a favore del mantenimento del tfr presso l’azienda di appartenenza, è tuttora priva di un secondo pilastro previdenziale”.

Si comincia a delineare, ma solo in parte, la situazione pensionistica degli italiani perché mancano ancora dei tasselli da incastrare. L’analisi dell’andamento delle adesioni nel primo semestre 2007 sconta un carattere di provvisorietà dei dati disponibili, in quanto al quadro complessivo delle adesioni mancano le manifestazioni dei lavoratori silenti, dati su cui si potrà fare riferimento solo dopo l’effettivo versamento delle quote del tfr, atteso, per la gran parte dei fondi, nel mese di ottobre.


Dai numeri a disposizione è emerso che le scelte dei lavoratori si orientano soprattutto verso i fondi pensione negoziali che, in seguito a un incremento al 30 giugno di 600.000 unità, sfiorano 1,7 milioni di aderenti. Incrementi rilevanti registrano però anche i fondi pensioni aperti e i piani pensionistici di tipo assicurativo (pip) rispettivamente con 190.000 e 110.000 nuove adesioni. Dalla distribuzione degli aderenti in base all’area geografica, si rileva una maggiore partecipazione dei lavoratori delle regioni nord-occidentali, nelle quali si concentra il 36% degli iscritti; il 25% si colloca nelle regioni nord-orientali, il 24% nelle regioni centrali e il 15% in quelle meridionali e insulari.

Secondo il presidente della Covip, è l’informazione ad avere giocare un ruolo chiave. L’andamento registrato in questi mesi ha infatti confermato che, dove l’informazione è stata scarsa o di cattiva qualità, si è preferito mantenere un atteggiamento “attendista” da parte dei lavoratori, i quali però in futuro potranno pur sempre rivedere le loro preferenze a favore delle forme pensionistiche complementari.