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Covered: scorte di petrolio in Usa, con un occhio verso il Medio Oriente

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L’indice Zew tedesco, il dato macro più importante di ieri, ha sorpreso in positivo attestandosi ai massimi livelli dal gennaio 2004, testimonianza coerente con i segnali di crescita già evidenziati dalla Germania nei mesi passati e con il proseguimento della ripresa nei prossimi trimestri. I mercati finanziari europei non hanno però mostrato di apprezzare questo buon risultato forse timorosi per le future mosse della Bce sui tassi e con uno sguardo altrettanto preoccupato verso il petrolio il riacuirsi delle tensioni politiche in Iran. Una reazione si è invece avuta sul mercato dei cambi, con l’euro salito sopra 1,21 contro il dollaro, soglia che poi non è stato in grado di difendere. In questo caso, a frenare i movimenti è l’attesa per gli importanti dati macro in uscita nei prossimi giorni e per la prossima riunione del Comitato monetario della Fed. A tal proposito Pianalto (Cleveland Fed) ha ricordato che “a volte la Fed prende decisioni impopolari” ma che le sue scelte sono motivate su un orizzonte di lungo termine. Spazio a nuovi rialzi dunque? Unico dato macro da segnalare oggi il dato sulle scorte settimanali di petrolio Usa. Per sfruttare il rialzo dell’euro contro il dollaro sono diponibili, tra le altre, la call di Unicredito con strike 1,15 in scadenza a marzo, la call 1,2 di Société Générale con la stessa scadenza o le call di Goldman Sachs con strike 1,225 e 1,25 in scadenza sempre a marzo. Al ribasso si trovano sul mercato la put 1,225 di Goldman Sachs con scadenza a marzo, la put 1,2 di SocGen con la stessa scadenza oppure infine le put 1,18 e 1,175 rispettivamente di Bnl e Goldman Sachs sempre in scadenza a marzo.